Sale Bossi, scende Di Pietro. Il leader dell’Idv tuona: “No al governissimo!”

Mentre la Lega di Umberto Bossi sale nei sondaggi balzando al 12 per cento, l’Idv di Antonio Di Pietro non tiene il passo del 2008. Così, mentre il Senatur già pregusta il gran salto apprestandosi a modificare i rapporti di potere all’interno della maggioranza, l’ex Pm difficilmente riuscirà a mettere in “riga” il Pd di

Mentre la Lega di Umberto Bossi sale nei sondaggi balzando al 12 per cento, l’Idv di Antonio Di Pietro non tiene il passo del 2008.

Così, mentre il Senatur già pregusta il gran salto apprestandosi a modificare i rapporti di potere all’interno della maggioranza, l’ex Pm difficilmente riuscirà a mettere in “riga” il Pd di Bersani, dato in leggera ripresa.

Una cosa è certa. Le due punte estreme dei due schieramenti, Lega da una parte e Idv dall’altra, “ruberanno” voti ai partiti alleati, rispettivamente Pdl e Pd. Ma una debacle del Pdl e del Pd non porterebbe fortuna né a Bossi e né a Di Pietro perché l’attuale quadro politico salterebbe, con un rimescolamento di carte, con danni per la Lega e per l’Idv.

Tant’è che il leader del Carroccio non alza (almeno per ora) la voce e “copre” (almeno per ora) Berlusconi. E il leader dell’Italia dei Valori getta acqua gelata sui bollenti spiriti di chi (Fini, Casini, Pisanu, Montezemolo, Draghi ecc.) punta sulla crisi di governo per fare il “governassimo”.

Intendiamoci, anche Di Pietro invoca le elezioni politiche anticipate, ma rifiuta ipotesi di governo di transizione o di larghe intese. “No a un’operazione posticcia e trasversale agli schieramenti, che avrebbe soltanto lo scopo di mantenere il nostro Paese in uno stato di ibernazione”.

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