Il mea culpa di Sarkozy in TV, per provare a ritrovare consensi

Proprio pochi giorni fa ci eravamo occupati del robusto calo di consensi di Nicolas Sarkozy, Presidente di Francia da appena un anno. Un brusco calo dovuto alla delusione verso un presidente giudicato dai più (oltre il 70% secondo i sondaggi) inefficace e deludente, nonché apparso più interessato alla propria vita amorosa che alla situazione del

Proprio pochi giorni fa ci eravamo occupati del robusto calo di consensi di Nicolas Sarkozy, Presidente di Francia da appena un anno. Un brusco calo dovuto alla delusione verso un presidente giudicato dai più (oltre il 70% secondo i sondaggi) inefficace e deludente, nonché apparso più interessato alla propria vita amorosa che alla situazione del Paese.

Davanti a questo bilancio fallimentare del primo anno di mandato, Sarkozy ha deciso di intervenire direttamente, cospargendosi il capo di cenere e provando a rinnovare la propria immagine in un’apposita intervista televisiva.

Il mea culpa presidenziale, avvenuto la sera del 24 aprile, è stato ampio e su numerosi punti, con un Sarkozy che ha deciso di riporre la sua veste di grandeur per riscoprire un’inedita umiltà. Come ha provato a rilanciarsi in questo difficile momento Sarkozy, davanti a una platea di francesi chiaramente maldisposti verso il loro Presidente?

Sostanzialmente, il Presidente francese si è assunto le responsabilità per gli errori e le mancate azioni di questi primi dodici mesi, giustificandosi implicitamente con l’idea di un progetto riformista a lungo termine e il peso del compito. Questo, ovviamente, senza risparmiare la scusa della generale crisi finanziaria che ha investito l’economia globale. Ma riuscirà Sarkozy a convincere i francesi?

I numeri televisivi non sembrano però aver premiato lo showdown del Presidente: solo 11,7 milioni di telespettatori, vari milioni in meno che in altre apparizioni televisive di Sarkozy. Se poi quella del Presidente francese sarà stata la prima pietra per un rilancio della sua azione di governo e della sua appannata immagine, è difficile dirlo. Come sempre nelle analisi entra infatti l’orientamento politico.

Secondo un’analisi di “Le Figaro”, quotidiano vicino al centrodestra, l’apparizione di Sarkozy sarebbe stata apprezzata da quasi la metà degli intervistati. Per “Liberation”, quotidiano di sinistra critico verso il Presidente, l’intervista-mea culpa sarebbe invece un trito spettacolo di un uomo politico scostante e inaffidabile, non nuovo a plateali quanto vuoti gesti di contrizione.

Come già detto, comunque, Sarkozy ha il tempo dalla sua parte: quattro anni dalla prossima elezione presidenziale, e un Parlamento ampiamente favorevole. Come a dire che, a differenza di come spesso accade in Italia – dove le colpe dei fallimenti sono spesso attribuite agli alleati, alle istituzioni avverse, alla magistratura schierata e al destino cinico e baro – Sarkozy dovrà presentarsi infine davanti ai francesi con l’eredità del suo quinquennio. E sicuramente delle semplici scuse, allora, non basteranno per convincerli.