Caso Di Girolamo. Sotto accusa il voto degli italiani all’estero

Il collega Paganini ha già affrontato in prima istanza il caso Di Girolamo, ovvero di quel senatore del Pdl eletto in Germania che secondo le accuse avrebbe fatto da sponda alla n’drangheta in Parlamento. Nello specifico tutto quanto sarebbe stato organizzato dalla cosca Arena, che avrebbe pianificato nei minimi dettagli la sua elezione in una

di luca17



Il collega Paganini ha già affrontato in prima istanza il caso Di Girolamo, ovvero di quel senatore del Pdl eletto in Germania che secondo le accuse avrebbe fatto da sponda alla n’drangheta in Parlamento. Nello specifico tutto quanto sarebbe stato organizzato dalla cosca Arena, che avrebbe pianificato nei minimi dettagli la sua elezione in una riunione avvenuta a Capo Rizzuto.

Il sistema funzionava nel seguente modo: si prendevano una moltitudine di schede bianche, le si barravano e si riconsegnavano in qualche modo per lo spoglio. Da una perizia calligrafica è infatti risultato che la mano che ha votato Di Girolamo parrebbe essere sempre la medesima (ah, beata scaltrezza dei furbetti de noantri!).

Tutte le accuse devono ancora essere provate, come tra gli altri ha fatto rilevare un altro senatore molto chiacchierato (per i suoi continui cambi di schieramento) come De Gregorio (Pdl), ma ciò che rimane è un clamoroso spunto per mettere alla gogna la totale assurdità del sistema del voto italiano estero.

In primo luogo, a che serve? In secondo luogo, quanto ci costa? In terzo luogo, quanto è soggetto a manipolazioni di qualunque genere? Questo ci domandiamo, e lo domandiamo anche a voi nel sondaggio.