Antonio Giordano: ieri l’incidente probatorio per le testimonianze di due prostitute. Forse nuove accuse a carico dell’uomo

Saranno formulate presto le nuove accuse per Antonio Giordano, sospettato di essere l’assassino della prostituta romena Gianina Viorica Ganfalianu


Breve aggiornamento sul caso di Antonio Giordano, l’operaio di 44 anni arrestato il 25 maggio scorso con l’accusa di aver ucciso la prostituta romena Gianina Viorica Ganfalianu, trovata morta in un box auto a lui intestato.

Come vi abbiamo anticipato giorni fa, ieri si è tenuto l’incidente probatorio per cristallizare le testimonianze di due prostitute ghanesi, che in precedenza avevano raccontato agli inquirenti di essere state adescate e molestate da Giordano.

Le due ieri mattina non hanno fatto altro che confermare quanto già affermato: messe di fronte ad Antonio Giordano, presente in aula, lo hanno subito riconosciuto come loro aguzzino.

Uno dei due episodi risale al 13 marzo, quando Giordano avrebbe legato una di loro in macchina, contro la sua volontà, costringendola ad un rapporto sessuale. Poi l’avrebbe condotta nel “box degli orrori” sito in vicolo di Villa Rachele a Cinisello Balsamo, ma lei sarebbe riuscita a scappare dopo una lite furibonda.

Il secondo episodio, invece, risale al 22 maggio, pochi giorni prima del suo arresto: Giordano, è emerso ieri in aula, avrebbe portato l’altra prostituta nel box, chiedendole di avere un rapporto anale senza preservativo. Lei, dopo il rifiuto, sarebbe riuscita a fuggire con la scusa di dover far pipì, evitando così la violenza.

Ora, dopo queste due testimonianze, la situazione di Giordano potrebbe mutare: alle accuse di omicidio e sequestro di persona potrebbero aggiungersi quelle di violenza sessuale e tentata violenza sessuale.

Via | Il Giorno