Berlusconi e Fini, il gatto e la volpe?

flickr Poteva sembrare un caso, invece è una scelta politica. Quando l’acqua sale e Silvio Berlusconi rischia di colare a picco, il “nemico” Gianfranco Fini torna “amico” e, invece di spingere il Premier sotto i marosi, gli lancia la ciambella di salvataggio. Fra i due fondatori del Pdl i contrasti restano, ma passano in secondo


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Poteva sembrare un caso, invece è una scelta politica. Quando l’acqua sale e Silvio Berlusconi rischia di colare a picco, il “nemico” Gianfranco Fini torna “amico” e, invece di spingere il Premier sotto i marosi, gli lancia la ciambella di salvataggio.

Fra i due fondatori del Pdl i contrasti restano, ma passano in secondo piano: prima di tutto e su tutto, per i due “soci”, viene la difesa della “ditta”.

La tempesta giudiziaria e politica scuote il partito del “predellino”, che ora rischia grosso in un appuntamento elettorale dato troppo presto e troppo superficialmente come trionfante routine.

Premier e presidente della Camera ritrovano l’unità sul nodo infuocato e inquietante della questione “morale”, cercando di sminuire e sviare la gravità dei fatti politici e giudiziari, nei quali sono coinvolti uomini simbolo del “berlusconismo”.

Si assiste alla peggior commistione fra affari e politica, con stormi di avvoltoi e branchi di sciacalli a lucrare, grazie alle coperture del potere. I ladri individuali prosperano nei vari pollai.

Ma sguazzano e si moltiplicano grazie al sistema politico, di cui il Pdl è il punto centrale, portatore di un potere politico e istituzionale fuori dalle leggi e dalle regole, incentrato sul principio che chi ha i voti è depositario della ragione, governa e può fare ciò che vuole. Il danno per l’Italia, sul piano dell’immagine, morale ed economico, è enorme.

Il sistema elettorale maggioritario sostenuto da Berlusconi e Fini invece di eliminare la corruzione politica, l’ha “covata” e fatta rifiorire a tutti i livelli. La furia “giustizialista” dei primi anni ’90, che produsse la fortuna di Fini e Berlusconi, è acqua passata.

Oggi il numero due del Pdl piega la testa e approva le leggi ad personam che salvano il numero uno dello stesso partito, definito dal presidente della Camera solo poche settimane addietro “il monarca”.

La miglior garanzia per i ladri del pollaio sono il “gatto” e la “volpe”. In questo caso, al governo del Paese.