Test anti-droga: trovato positivo un parlamentare. Carlo Giovanardi si è già dimenticato di Stefano Cucchi

Se Morgan, su consiglio di molti esponenti politici, non fosse stato squalificato dal Festival di Sanremo per via delle dichiarazioni riguardanti il suo consumo di crack il risultato del test anti droga (sui 232 parlamentari uno è risultato positivo) promosso da Carlo Giovanardi ci avrebbe indignato.Invece ci diverte. Davanti ad aspiranti ispettori Zenigata, che poi



Se Morgan, su consiglio di molti esponenti politici, non fosse stato squalificato dal Festival di Sanremo per via delle dichiarazioni riguardanti il suo consumo di crack il risultato del test anti droga (sui 232 parlamentari uno è risultato positivo) promosso da Carlo Giovanardi ci avrebbe indignato.

Invece ci diverte. Davanti ad aspiranti ispettori Zenigata, che poi si rivelano essere Lupin, non si può fare. Con che faccia si può criticare un cantante, e un giornalista (Mario Luzzato Fegiz a Rolling Stone ha fatto dichiarazioni analoghe), avendo la coscienza sporca?

Ma si sa. In Italia funziona così. Predicare bene e razzolare male. Meglio se in un corteo. Come quello del Family Day a cui parteciparono esponenti politici con alle spalle famiglie non esattamente coincidenti a quelle del Mulino Bianco.

Di uno stereotipo usato come scusante. Sempre. Se così non fosse Carlo Giovanardi condividerebbe con tutti noi il nome di quel dipendente pubblico che ha infranto la legge. Invece No. La privacy si può rispettare ma la normativa a cui siamo soggetti tutti No.

Qui, è bene sottolinearlo, non si disquisisce sul reato in quanto tale ma sull’azione a causa della quale di tale accadimento si parla.

Se la legge non permette, per una serie di motivi condivisibili o meno, ai cittadini il consumo delle droghe allora è giusto, in virtù di questo sistema, che chi ne fa uso venga processato.

Che venga giudicato. E non solo incoronato come nuovo divo pop a cui viene concesso tutto. Anche le prostitute, che per legge, in Italia non potrebbero offrire i servizi che sono solite fare.

Per far diventare la mercificazione di tali soggetti un oggetto di culto è bastato utilizzare un termine nuovo che le facesse sembrare a dei moderni suv.

Se nessuno si è scandalizzato per le escort altrettanti non faranno notare a Carlo Giovanardi che non giudicare il parlamentare è sbagliato.

Chi lo spiega adesso ala famiglia di Stefano Cucchi, meritevole di quella fine per l’esponente politico proprio perché consumatore di sostanze stupefacenti, che il loro caro non è altro che l’ennesimo cittadino di serie B.

Del campionato cadetto nel quale non gioca il parlamentare innominabile.