Elezioni Regionali 2010: Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo contro Roberto Formigoni

Secondo molti dei lettori di polisblog.it gli scontri registrati in via Padova sono stati causati, anche, dallo strapotere economico che l’amministrazione milanese ha concesso agli imprenditori negli ultimi anni.Probabilmente non è così. Per capirlo è sufficiente riflettere sull’accusa che ItaliaFutura, l’associazione di Luca Cordero di Montezemolo (che insieme ad altri è il simbolo dell’imprenditoria italiana),



Secondo molti dei lettori di polisblog.it gli scontri registrati in via Padova sono stati causati, anche, dallo strapotere economico che l’amministrazione milanese ha concesso agli imprenditori negli ultimi anni.

Probabilmente non è così. Per capirlo è sufficiente riflettere sull’accusa che ItaliaFutura, l’associazione di Luca Cordero di Montezemolo (che insieme ad altri è il simbolo dell’imprenditoria italiana), ha fatto contro l’ennesima candidatura di Roberto Formigoni.

“Nel comprensibile silenzio dei suoi maggiori protagonisti – si legge sul sito di ItaliaFutura- si consuma in questi giorni l’ennesimo, intollerabile, caso di collusione elettorale tra i due schieramenti principali, in spregio alla legge e al rispetto degli elettori”.

“Due candidati presidente alle prossime elezioni regionali, Roberto Formigoni in Lombardia – del centrodestra – e Vasco Errani in Emilia Romagna – del centrosinistra – sono infatti ineleggibili ai sensi della legge n. 165 del 2004, che vieta ai governatori di essere eletti per oltre due volte consecutive”.

L’osservazione di ItaliaFutura, ripresa da Giuseppe Civati che sull’argomento sta ragionando da diverse settimane, è utile per maturare due riflessioni. Probabilmente scomode.

L’unica lobby su cui Roberto Formigoni può fare affidamento è quella di Comunione e Liberazione. I piccoli imprenditori, che sempre meno si riconoscono nell’attuale Governo (come si può dedurre dall’ascolto del programma di Giuseppe Cruciani su Radio24), al momento non sono rappresentati da nessuno.

Nemmeno da quel centro-sinistra, fintamente radical chic, che potrebbe vincere in Lombardia con poco. E con lungimiranza.

Caratteristica che non gli appartiene tanto quanto quella dell’onestà intellettuale.

Pierluigi Bersani sa perfettamente di avere un zoccolo duro nell’Emilia-Romagna. Per garantire la vittoria ad un presunto sostituto di Vasco Errani sarebbe stato sufficiente impegnarsi tanto quanto fece, in Sardegna, Silvio Berlusconi per Ugo Cappellacci.

Probabilmente fa comodo non farlo anche se scommettere su facce nuove avrebbe permesso al Partito Democratico di far cadere Roberto Formigoni sostenendo solo la sua incompatibilità con la legge vigente.

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