No Tav: scontri e feriti, l’inizio della lunga notte della Val di Susa

E’ tornata al centro dell’attenzione la questione TAV, e con essa il modello di gestione dello scontro e della protesta da parte dello Stato italiano. Le prime avvisaglie non sono per nulla confortanti: un giovane manifestante, Simone, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Molinette di Torino, anche se le ultime notizie lo danno fuori pericolo

E’ tornata al centro dell’attenzione la questione TAV, e con essa il modello di gestione dello scontro e della protesta da parte dello Stato italiano. Le prime avvisaglie non sono per nulla confortanti: un giovane manifestante, Simone, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Molinette di Torino, anche se le ultime notizie lo danno fuori pericolo di vita.

I fatti: mercoledì, ore 17, una parte dei No Tav improvvisa un piccolo corteo verso la trivella appena arrivata al cantiere, gli altri invece si ritrovano alla stazione di Porta Susa per un presidio informativo. Il primo gruppo, arrivato alla trivella, viene a contatto con la polizia (nel video), è qui che Simone viene colpito più volte e cade; un altra donna viene ripetutamente colpita al volto, ad una ragazza spaccano letteralmente la faccia.

Il movimento No Tav, descritto da praticamente tutti i media come un gruppo di chissà quali facinorosi irresponsabili e violenti, è in realtà un gruppo di cittadini semplicemente consapevoli dei loro diritti e del dovere di salvaguardare la loro terra da scempi e speculazione edilizia. La risposta dello Stato italiano, in un clima mediatico osceno è questo: repressione, repressione e ancora repressione. Vediamo le prime reazioni politiche.

Paolo Ferrero, in quanto portavoce della Federazioni di sinistra, non ha esitato a denunciare il “selvaggio e vergognoso pestaggio da parte delle forze dell’ordine ai danni del movimento No Tav della Val di Susa”. E ha aggiunto:

Il loro unico torto era difendere la loro valle dall’ennesima grande opera che tra qualche ano scopriremo essere fatta solo per distribuire profitti e tangenti. Se c’è in parlamento qualche esponente sinceramente democratico faccia un’interrogazione urgente al ministro degli interni Maroni

Finalmente si fanno sentire, verrebbe da pensare. Naturalmente il Pdl invece, in perfetto stile G8 di Genova, è andato all’attacco dei manifestanti, definiti “irresponsabili”. Il movimento No Tav ha organizzato per oggi un presidio sotto la sede del quotidiano “La Stampa”, uno dei più accaniti nel mistificare i fatti di questi giorni, e che da anni descrive i No Tav come dei “black block con polenta”, e indetto una conferenza stampa, per denunciare il pestaggio di Simone, più volte colpito mentre era già a terra.

A questo proposito i No Tav stanno raccogliendo materiale video. Siamo solo agli inizi del ritorno del problema Tav, e dai primi segnali è evidente come sia l’inizio di un lunghissimo 2010. I No Tav, che fino ad oggi hanno lavorato molto bene, non si fanno spaventare. Come dicono loro, “sarà dura”, anche per un governo che fa della repressione e della violenza i suoi comandamenti nella gestione dell’ordine pubblico.

Nell’attesa dei prossimi sviluppi, il consiglio è di vedersi la bellissima puntata di Presa Diretta del 4 ottobre 2009, in cui Alessandro Sortino indaga sulla Tav, dimostrando come sia una vera e propria stangata per i conti pubblici, oltre che a livello ambientale; la trovate qui.

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