Latin King. Le gang sudamericane che Penati voleva rendere “protagoniste”

Via Padova, 18 febbraio ore 9. La città si è ormai ridestata da un pezzo per gettarsi nella classica frenesia mattutina milanese, ma come d’uso non ha potuto evitare di contare i danni. Anche stanotte infatti si sono registrate risse, un accoltellato, una rapina e 10 arresti per i disordini dei giorni scorsi, mentre nella

di luca17



Via Padova, 18 febbraio ore 9. La città si è ormai ridestata da un pezzo per gettarsi nella classica frenesia mattutina milanese, ma come d’uso non ha potuto evitare di contare i danni. Anche stanotte infatti si sono registrate risse, un accoltellato, una rapina e 10 arresti per i disordini dei giorni scorsi, mentre nella notte di mercoledì nella limitrofa via Imbonati gli immigrati nordafricani hanno distrutto tre automobili.

Tutto normale per un quartiere simbolo della mala-integrazione non soltanto di Milano ma di tutt’Italia, con gravi responsabilità di tutte le autorità nazionali e locali, di destra e sinistra. Oggi però vogliamo porre sotto i riflettori il dilagante fenomeno delle gang dei ragazzini sudamericani, importate di peso dagli Usa. Fenomeno che si è diffuso a macchia d’olio con l’avvento delle seconde generazioni di immigrati, ovvero i figli di coloro che erano venuti per lavorare, e che spesso si trovano senza radici culturali, creando il classico effetto banlieue.

La più diffusa di queste gang si chiama Latin King e prende il nome dall’organizzazione (chiamiamola così) mondiale presieduta da tale Kingmission, che come tutti immaginerete deve senz’altro essere uomo di grande spessore umano e intellettuale. Ebbene, la notizia è che proprio questo personaggio era stato contattato dalla giunta provinciale di Penati (ora in corsa per la Regione), con l’obiettivo di fargli firmare un patto alla base del riconoscimento dei Latin King meneghini come associazione culturale.

Il tutto accadeva nel 2007 per iniziativa dell’allora assessore alla Pace e cooperazione Irma Dioli, di Rifondazione Comunista, e udite udite, per il progetto erano stati stanziati 12.000 euro. Leggiamo insieme anche il manifesto della proposta: “Questi ragazzi possono essere recuperati rendendoli protagonisti”.

Sì. Protagonisti di qualche bel pestaggio, come si è visto.