Roma, omicidio Rafael Cohen: acquisiti i filmati delle telecamere di sorveglianza, indagini a 360 gradi

Proseguono le indagini sull’omicidio di Rafael Cohen, esponente della comunità ebraica romana, trovato morto lunedì sera nell’androne del suo palazzo. Al momento non c’è un movente, l’arma del delitto non è stata ritrovata


E’ ancora avvolto nel mistero l’omicidio del 74enne Rafael Cohen, trovato morto lunedì sera nella guardiola del palazzo in via Lanciani a Roma in cui l’uomo risiedeva con la sua famiglia.

A più di 48 ore dal delitto gli inquirenti brancolano ancora nel buio: tutte le ipotesi sono plausibili, nessuna particolarmente convincente. Anche la dinamica dell’omicidio è ancora incerta: Cohen, intorno alle 20 di lunedì, ha citofonato alla moglie per farsi aprire. Qualcuno, secondo gli inquirenti, lo stava aspettando nell’androne armato di coltello.

Cohen ha cercato di difendersi, come dimostrano i tagli sulle mani e sugli avambracci, poi è arrivata la coltellata al cuore che non gli ha lasciato scampo.

La vittima aveva in tasca 300 euro in contanti: se di rapina si è trattato, perchè l’assassino non ha preso i soldi?

A fare un po’ di chiarezza sulla vicenda potrebbero essere i filmati delle telecamere di sicurezza installate in un tratto di via Lanciani, attualmente al vaglio degli inquirenti.

E mentre le indagini proseguono senza sosta, Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica romana, ha lanciato un appello alle forze dell’ordine e alla stampa:

Abbiamo, ripeto, piena fiducia che si arrivi quanto prima a trovare l’assassino e a capire, così anche il movente di questo terribile omicidio. Vorrei ricordare, perfettamente consapevole che i giornalisti devono fare il loro mestiere, che comunque c’è una famiglia colpita non solo dalla morte del loro caro ma anche da un’azione così violenta. E in più a chi, in queste ore, sta facendo considerazioni fuori luogo parlando di persone e situazioni che neanche conosce di rispettare il dolore di tutti: della moglie e dei figli e della nostra comunità. E chi sa, chi ha visto o sentito qualcosa lo dica subito ai carabinieri. Cohen era un uomo semplice, dedito alla famiglia e ai figli, una persona integrata nella vita della comunità e devota. Peraltro faceva parte di una famiglia sacerdotale e il suo cognome gli conferiva anche la facoltà di benedire i rabbini. E come impone la regola ebraica si occupava personalmente di comprare il necessario per la sua famiglia. Ci ha molto commosso, a tutti, che il suo cadavere sia stato ritrovato con accanto le buste della spesa.

Via | Il Messaggero

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