L’Idv candida il pm Nicastro, critiche da Anm e Pdl

L’Italia dei Valori ha deciso di candidare nelle proprie liste per le elezioni regionali in Puglia il pm Lorenzo Nicastro che fino a pochi giorni fa lavorava alla Procura di Bari. Non è affatto una novità questo cambio di carriera, numerosi magistrati hanno fatto il grande salto verso politica, dividendosi poi tra vari partiti. Ma


L’Italia dei Valori ha deciso di candidare nelle proprie liste per le elezioni regionali in Puglia il pm Lorenzo Nicastro che fino a pochi giorni fa lavorava alla Procura di Bari. Non è affatto una novità questo cambio di carriera, numerosi magistrati hanno fatto il grande salto verso politica, dividendosi poi tra vari partiti. Ma c’è un punto che caratterizza in modo diverso questa candidatura: Nicastro per ben 9 anni (e fino a pochissimo tempo fa) ha indagato il ministro Raffaele Fitto per vari capi d’accusa (per alcuni dei quali è stato rinviato a giudizio, per altri prosciolto) relativi al periodo in cui era Governatore della Puglia. Ora entra in politica nel partito che più attacca il movimento in cui milita Fitto. Non sono mancate le critiche dal Pdl ma la stessa Associazione Nazionale Magistrati ha avanzato dei dubbi seppur di carattere diverso

Il diritto all’elettorato passivo non puo’ essere negato ai magistrati. Tuttavia non sono opportune candidature nei luoghi in cui il magistrato ha esercitato la giurisdizione o e’ stato titolare di delicate indagini. Deve, inoltre, costituire serio momento di riflessione all’interno della magistratura il rientro in servizio del magistrato che ha svolto un mandato elettorale; tema sul quale l’Anm intende impegnarsi anche attraverso la revisione del proprio codice deontologico

Ovviamente ben di altro tenore gli attacchi del Pdl che fanno riferimento alla commistione tra politica e giustizia e a un’evidenza a posteriori di magistratura politicizzata.

Magistratura e politica, l’intreccio e’ sempre piu’ stretto. Lorenzo Nicastro il magistrato che per nove anni, senza esiti evidenti, ha indagato su Raffaele Fitto, raccoglie il premio. Il duo giustizialista Di Pietro-De Magistris lo ha candidato capolista di Italia dei Valori alle prossime regionali in Puglia. Il giochetto e’ ormai scoperto: alcune avanguardie oltranziste e politicizzate della magistratura imbastiscono indagini lunghe e inconcludenti su esponenti della maggioranza, Di Pietro prima ne santifica l’operato e poi li arruola nelle sue fila. Se c’erano dubbi sull’uso politico dell’azione giudiziaria, la candidatura di Nicastro lo conferma clamorosamente

Non è mancato anche l’intervento di Fitto

È abnorme e scandaloso che il sospetto di un uso direttamente politico dell’azione giudiziaria divenga oggi assoluta certezza. È una vergogna. Questo rende evidente una barbara commistione tra politica e giustizia. Di Pietro candida addirittura a capolista dell’Idv a Bari e provincia, nella stessa area dove per anni quella persona ha indagato e certamente intercettato probabilmente migliaia di persone che ora potrebbero essere esposte persino a pressioni, per così dire elettorali, di ogni genere. Tutto questo è semplicemente mostruoso oltre che vergognoso

Anche la candidata governatrice di Udc e Io Sud Poli Bortone prende le distanze da questa scelta

È lecito che un magistrato si candidi ma, a tutela della magistratura e dei tanti che svolgono questa professione in maniera onesta e seria, occorrerebbe richiedere che si dimetta almeno un anno prima delle elezioni. Quello della commistione tra politica e giustizia è un problema serio che meriterebbe di essere affrontato una volta per tutte avendo presenti i cittadini e la tutela stessa dell’ordine giudiziario

Di Pietro difende con forza la legittimità di questa decisione e la serietà del suo movimento

Qualcuno dirà troppi magistrati ma meglio qualche magistrato in più e qualche delinquente in meno nelle istituzioni. Abbiamo chiesto a uno dei magistrati di punta della Procura di Bari di passare alla fase della gestione dell’amministrazione, alla fase dell’azione politica diretta, perché ha avuto riscontro delle anomalie quando ha svolto l’attività di magistrato: c’è un momento in cui, quando il Paese va a rotoli, ci deve essere una squadra che si assuma la responsabilità di riparare i guasti e di riprendere in mano le redini della buona amministrazione

La polemica in Puglia non sembra affatto placarsi e la magistratura, volente o nolente, è entrata prepotentemente nella sfida elettorale per le regionali. Prima con le varie inchieste sulla sanità che hanno colpito il governo regionale di Vendola, poi con le fughe di notizia, gli avvisi di garanzia rivelati e poi smentiti e ora con una candidatura che per modi, caratteristiche e tempi sembra confezionata apposta per alzare il livello dello scontro.

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