Rosarno – Milano solo andata, passando per v.le Padova

Ci sono storie di cronaca locale che devono, necessariamente, diventare d’interesse nazionale. Gli scontri registrati, lo scorso sabato, a Milano tra extracomunitari, come documentato dai colleghi di 02blog.it, cosa rappresentano? Sostenere che v.le Padova sia la dependance di Rosarno, dove nelle scorse settimane un gruppo di lavoratori immigrati si ribellarono ai residenti a causa del



Ci sono storie di cronaca locale che devono, necessariamente, diventare d’interesse nazionale. Gli scontri registrati, lo scorso sabato, a Milano tra extracomunitari, come documentato dai colleghi di 02blog.it, cosa rappresentano?

Sostenere che v.le Padova sia la dependance di Rosarno, dove nelle scorse settimane un gruppo di lavoratori immigrati si ribellarono ai residenti a causa del trattamento schiavista a loro riservato, è sbagliato.

Sono diverse le persone coinvolte e le motivazioni alla base degli scontri. Tanto quanto l’amministrazione di Rosarno anche quella milanese, reduce da uno scandalo per tangenti, ha sbagliato non garantendo ai cittadini quella sicurezza al centro di interminabili campagne elettorali.

Inutili e ridondanti sono stati anche gli interventi degli esponenti politici che hanno preferito accusarsi l’un l’altro invece di fare un esame di coscienza utile per capire come muoversi in situazioni analoghe.

Ha sbagliato il Vicesindaco di Milano (in quota PdL), Riccardo De Corato, a porre l’attenzione sui numeri dell’immigrazione milanese invece che sulla, fallita, politica di immigrazione.

Ha sbagliato il rianimato Segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, ad accusare l’amministrazione locale giusto perché si deve fare. Meglio un dubbio silenzio che un sterile intervento.

Sbagliano, ma comunque sono tollerati, gli esponenti della Lega Nord pronti a diventare dei moderni e biblici angeli della morte. Matteo Salvini pensa davvero di risolvere qualcosa bussando di porta in porta fino a trovare l’immigrato da espatriare?

No, probabilmente No. Tanto quanto il suo collega Roberto Maroni, Ministro degli Interni che all’indomani degli scontri di Rosarno durante una trasmissione televisiva annunciò l’asilo politico a tutte le persone coinvolte negli scontri calabresi, anche l’esponente leghista lombardo non riuscirà nel suo intento.

La storia, quella più recente, ci insegna che le parole spese non coincidono a fatti realizzati. Se così fosse, come documentato dall’Unità, gli immigrati di Rosarno sarebbero stati tutelati e non abbandonati a Roma.

E’ vero. Milano non è Rosarno. Ma per come il mondo politico ha deciso di relazionarsi a quanto successo in v.le Padova verrebbe da pensare che un po’ ci assomiglia.

Foto | 02blog.it

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