No, non è la Bbc: è la Rai che “cancella” Vittorio Bachelet e offende la memoria di un popolo

Verrebbe voglia di definire questo spazio “la vergogna della settimana”. Ce n’è di materiale. Prendete il “niet” della messa in onda tv del filmato su Vittorio Bachelet, splendido personaggio della cultura italiana, cittadino integerrimo e cattolico martire del terrorismo brigatista. Ebbene, la Rai ha posto il veto, annullando la trasmissione sul primo canale “A sua

Verrebbe voglia di definire questo spazio “la vergogna della settimana”. Ce n’è di materiale.

Prendete il “niet” della messa in onda tv del filmato su Vittorio Bachelet, splendido personaggio della cultura italiana, cittadino integerrimo e cattolico martire del terrorismo brigatista.

Ebbene, la Rai ha posto il veto, annullando la trasmissione sul primo canale “A sua immagine” sul professor Bachelet, nel trentennale dell’assassinio (colpito da un commando Br il 12 febbraio 1980 sulle scale della facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza mentre parlava con la sua assistente Rosy Bindi) perché il figlio Giovanni è … deputato del … Pd.

Quindi, il filmato turberebbe la par condicio elettorale. Meglio rinviare tutto a dopo le elezioni regionali. Fontapolitica? No, politica Made in Italy. Insorgono, inutilmente, Pd, Udc, Idv, Fnsi.

Non è solo un atto di inspiegabile miopia nell’attuazione di una norma. Forse non si tratta di ottusità burocratica ma di scelta politica. E’ un’offesa alla memoria, uno sfregio al buon senso. Due pesi e due misure: meglio lasciare scorrazzare nei vari talk show i delinquenti e assassini degli anni ’70 che pontificano liberamente, novelli maestri ancora grondanti del sangue degli innocenti.

Non si macchia solo la figura di un grande personaggio stroncato dalla furia dell’odio. Si offende la memoria collettiva e si prende per i fondelli, oltre la storia, un popolo intero.

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