Le prime “perle” della campagna elettorale …

Al peggio non c’è limite. E i nostri politici, non paghi di quel che combinano quotidianamente, il “meglio” lo danno nelle elezioni, con un marketing politico da … fare pietà. Buona, l’iniziativa del Corriere di pubblicare le foto dei lettori per una galleria elettorale, trionfo di trash-marketing. C’è ancora un mese e mezzo al voto

Al peggio non c’è limite. E i nostri politici, non paghi di quel che combinano quotidianamente, il “meglio” lo danno nelle elezioni, con un marketing politico da … fare pietà.

Buona, l’iniziativa del Corriere di pubblicare le foto dei lettori per una galleria elettorale, trionfo di trash-marketing. C’è ancora un mese e mezzo al voto di fine marzo, ma già “luccicano”, in fatto di comunicazione, propaganda, slogan, uso dei social network, alcune perle.

Il leader del Pd Bersani ruba lo slogan “Un senso a questa storia” a Vasco Rossi. Che è come rigirare una lama nella ferita di un Pd, sempre alla ricerca di identità, cioè del proprio senso. In fondo, l’unico senso è quello di nausea.

La Bonino, maestra della comunicazione dopo la scuola del maestro Pannella? Emma presidente limpida, naturale, trasparente, con il bicchier d’acqua nel quale, come dicono i soliti malintenzionati, manca solo la dentiera in ammollo.

Si possono fare mille esempi, trasversalmente. Ma diamo spazio ai nostri lettori.

Questi politici, candidati e non, puntano tutti sulla parola “cambiamento”, e sono sempre le stesse facce!

Negli Usa fa discutere un cartellone con la scritta “Inizio a mancarvi?” sostenuta dal viso “furbo” dell’ex presidente Bush. A quando la gigantografia di Romano Prodi?