Massimo Ciancimino risponde, sul Fatto, a Marcello Dell’Utri

Marcello Dell’Utri probabilmente non aveva capito che rilasciando un’intervista a il Fatto oltre ad una serie di commenti, sia sul sito del giornale che su polisblog.it, sarebbe stato al centro di un confronto che raramente in Italia si vede.Dimostrando a molti cosa sia un dibattito democratico Beatrice Borromeo, che già aveva intervistato per il quotidiano



Marcello Dell’Utri probabilmente non aveva capito che rilasciando un’intervista a il Fatto oltre ad una serie di commenti, sia sul sito del giornale che su polisblog.it, sarebbe stato al centro di un confronto che raramente in Italia si vede.

Dimostrando a molti cosa sia un dibattito democratico Beatrice Borromeo, che già aveva intervistato per il quotidiano di Marco Travaglio il senatore del PdL, ha offerto a Massimo Ciancimino l’opportunità di replicare alle critiche che gli erano state fatte da Marcello Dell’Utri.

Secondo quanto dichiarato dal pentito alla giornalista il pm Antonio Ingroia non sarebbe il regista occulto delle dichiarazioni che lui stesso sta rilasciando. Sempre secondo quanto dichiarato da Massimo Ciancimino a il Fatto Marcello Dell’Utri sta vivendo un momento difficile.

“Questa – ha dichiarato il figlio del boss mafioso – la chiamo “sindrome da procura”. Vogliono creare un caso. E magari Ingroia, per certe sue esternazioni, si presta. Ma io non sono mai stato spinto a dire nulla”.

Nella lunga intervista Massimo Ciancimino, oltre a spiegare i problemi personali che ha dovuto affrontare dopo essere diventato un pentito, si sofferma più volte sul collegamento che c’era tra suo padre e Marcello Dell’Utri.

“Io – ha dichiarato Massimo Ciancimino – non faccio una colpa a Dell’Utri di aver sostituito mio padre nei rapporti tra mafia e politica. Però è successo: lo dice mio padre, lo scrive mio padre. Io lo confermo in aula.

Dell’Utri era una nuova faccia su cui contare, capace di reggere questo equilibrio. Si voleva una mafia fondamentalmente meno dannosa per lo Stato. Una mafia non stragista. E infatti in 10 anni ci saranno stati solo una decina di omicidi”.

Non è detto, comunque, che di vittime si debba disquisire solo in caso di corpi morti. Che fine ha fatto la coscienza comune che premia alle urne, democraticamente, Silvio Berlusconi?