Omicidio Heather Barnett: oggi sentite l’anatomopatologa Cristina Cattaneo e la paleontologa Eva Sacchi

Sono state sentite oggi, nel corso del processo a Danilo Restivo, l’anatomopatologa Cristina Cattaneo e la paleontologa Eva Sacchi. Entrambe hanno preso parte alle analisi relative all’omicidio di Elisa Claps


Si è conclusa poco fa, intorno alle 16.00, la quattordicesima udienza del processo Danilo Restivo che si sta tenendo in queste settimane a Winchester, in Inghilterra.

Continua l’ondata di testimoni italiani, fondamentali in quanto molti punti del delitto di Heather Barnett sono comuni all’omicidio di Elisa Claps, di cui è accusato lo stesso Restivo.

L’udienza di oggi si è aperta con la testimonianza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, professoressa di medicina forense presso l’Università di Milano, che si è occupata di analizzare diverse componenti della salma della vittima, decifrando le numerose ferite che l’assassino ha inferto alle costole, sulla schiena di Elisa Claps, per poi infierire tagliando otto ciocche di capelli e di vestiti della ragazza.

La Cattaneo ha raccontato alla giuria quando da lei scoperto nel corso delle sue analisi: capelli in entrambe le mani di Elisa e una serie di lesioni sulla mano destra – una tra il pollice e l’indice, un taglio netto di circa 6 centimetri probabilmente fatto con un coltello – classificate come ferite da difesa.

Subito dopo è stata chiamata a testimoniare la dottoressa Eva Sacchi, paleontologa incaricata dalla Procura di analizzare i tagli sugli abiti che Elisa indossava il giorno in cui è stata assassinata.

La Sacchi, con l’aiuto di un interprete, ha parlato dei due tagli, forse frutto di un’unica coltellata, trovati sul reggiseno della vittima. Quest’ultima, quando ha ricevuto quel colpo alla schiena, era ancora viva, così come lo era quando ha ricevuto una seconda coltellata che ha danneggiato un’altra parte del reggiseno.

Mentre alla giuria venivano mostrate le foto dei pantaloni indossati da Elisa, la Sacchi ha spiegato: “sono stati trovati sbottonati, con due lunghi tagli sulla parte frontale e un altro squarcio sul lato posteriore. Probabilmente quest’ultimo taglio è stato fatto con un paio di forbici, usate poi anche per tagliare, sempre sul lato posteriore, il maglione di Elisa“.

Si è parlato anche delle scarpe della vittima: nelle suole la paleontologa ha trovato due sassolini compatibili con quelli presenti sulla scena del crimine. Segno che Elisa, quando è arrivata lì, era viva ed in grado di camminare.

Dopo la pausa pranzo è stato nuovamente sentito l’anatomopatologo Francesco Introna, già ascoltato nel corso dell’udienza di ieri.

Ad Introna sono stati chiesti dei chiarimenti sulla perdita di sangue di Elisa al momento del delitto e sulla possibilità quantità che potrebbe aver sporcato gli abiti dell’assassino.

Secondo il professor Introna il sangue dalle ferite di Elisa è uscito lentamente e per questo motivo l’assassino si sarebbe sporcato solo se fosse rimasto a lungo nei pressi del cadavere.

La prossima udienza è fissata per giovedì.

Via | Bournemouth Echo

Ultime notizie su Inchieste e processi

Tutto su Inchieste e processi →