Ore 12 – Casini, dove vai se il “grande centro” non ce l’hai?

Il coniglio dal cappello l’ha tirato fuori Pier Ferdinando Casini. Il leader dell’Udc auspica un Governo di “passaggio”, con dentro Fini, Bersani, Letta (Enrico), Pisanu, Finocchiaro. Il Premier? Casini, ovviamente, perno e baricentro “moderato” di una Grosse Koalition alla tedesca, Merkel docet. Insomma, Casini, più che affidarsi alla logica dei “partiti”, sembra puntare tutto sul

Il coniglio dal cappello l’ha tirato fuori Pier Ferdinando Casini. Il leader dell’Udc auspica un Governo di “passaggio”, con dentro Fini, Bersani, Letta (Enrico), Pisanu, Finocchiaro.

Il Premier? Casini, ovviamente, perno e baricentro “moderato” di una Grosse Koalition alla tedesca, Merkel docet.

Insomma, Casini, più che affidarsi alla logica dei “partiti”, sembra puntare tutto sul valore e sul ruolo delle “persone perbene”, da mettere insieme per salvare l’Italia che “sta perdendo competitività, credibilità e che non uscirà dalla crisi meglio e prima degli altri, ma peggio”.

Pare proprio che Pierferdy abbia già superato l’ostacolo delle Regionali, prefigurandosi come vincente, protagonista e volano di un nuovo corso politico. Aspettative legittime ma troppo ottimistiche, per non dire avventate.

Le Regionali (a meno di imprevedibili terremoti fantapolitici …) non smotteranno la fortezza berlusconiana aggregata con la Lega, ancora più forte (non solo al Nord). Anzi, le prossime elezioni, arrecheranno altri danni all’opposizione, in particolare al Pd, porteranno più poltrone all’Udc, ma meno voti.

Altra questione irrisolta è la “terza gamba”, che non c’è. “Questa” Udc non decolla e non dura. Ma Casini, al di là delle ripetute promesse, non sembra in grado di lanciare il messaggio “moderati di tutti i colori unitevi!” e costruire il nuovo grande partito di centro.

Invece di aggregarsi, il centro si “scolla” (nel Veneto nasce Alleanza per il Veneto, né Udc, né Api …) e la candidatura di Pezzotta in Lombardia, pare funzionale a … togliere di mezzo lo scomodo presidente della Costituente di centro.

L’ex presidente della Camera, anche per la tagliola della legge elettorale, non crede che per battere Berlusconi e cambiare maggioranza e Governo (nel 2013?) sia fattibile una operazione di alleanza fra “partiti”, costruita partendo dalla “base” partitica ed elettorale.

Casini punta oramai tutto su una operazione trasversale gestita “a tavolino”: un gioco fra “professionisti” di carte da sparigliare, dove tirar fuori alla fine, quella vincente, cioè la sua. Ancora una volta, Casini coltiva la tattica. A scapito della strategia.