Caso Boffo. Le piccole astuzie di Vittorio Feltri, nel mirino del Vaticano

Il caso Boffo, l’ex-direttore di Avvenire dimessosi in seguito alla campagna orchestrata dal Giornale, vive oggi un nuovo capitolo. Alcuni quotidiani – nello specifico Il Foglio e Repubblica – hanno infatti alimentato le illazioni che identificano il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e/o il direttore dell’Osservatore Romano Vian come la gola profonda di Feltri; ovvero

di luca17



Il caso Boffo, l’ex-direttore di Avvenire dimessosi in seguito alla campagna orchestrata dal Giornale, vive oggi un nuovo capitolo. Alcuni quotidiani – nello specifico Il Foglio e Repubblica – hanno infatti alimentato le illazioni che identificano il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e/o il direttore dell’Osservatore Romano Vian come la gola profonda di Feltri; ovvero coloro che hanno passato l’informativa interna che “accusava” di omosessualità Dino Boffo.

È stato però il Vaticano stesso a riaprire mediaticamente il caso con una durissima nota che difende i succitati, stigmatizzando l’aggressiva campagna di stampa nei confronti delle autorità ecclesiastiche, e includendo dunque anche il direttore del Giornale (pur senza nominarlo). Ecco perché oggi il quotidiano esce col titolo Il Papa fuori dalla grazia di Dio, in tipico stile feltriano.

Il fondo del direttore riassume tutta la vicenda, tentando di uscirne pulito solo per aver chiesto scusa riguardo alla questione dell’omosessualità, mentre ribadisce che l’ex-direttore di Avvenire era un molestatore. Ricordo che anche noi ci occupammo a più riprese della vicenda, sottolineando quanto il primo punto fosse irrilevante, mentre ciò che contava era che una persona condannata per molestie non aveva titolo a fare le pulci agli altri. Era questo infatti il punto fondamentale dell’attacco iniziale di Feltri (che ora dimentica la cosa per comodità). Boffo non ha diritto di critica perché non è sufficientemente “pulito” per farle.

È inutile quindi che ora il direttore del Giornale tenti di mascherare il tutto per sottrarsi all’attacco della Santa Sede e dirigerlo solo verso i quotidiani “cattivi”. È la linea iper-aggressiva di Feltri che ha portato a questo. Una linea che si può condividere o meno, ma se la si condivide bisogna accettarne le conseguenze fino in fondo, e con coerenza. E non organizzare finti pranzi riparatori o negare la propria vena anticlericalista solo quando fa comodo.

Boffo è un omosessuale? Probabilmente no, e comunque la cosa è totalmente irrilevante e non andava nemmeno tirata in ballo.

Boffo è un molestatore? Secondo la magistratura che lo ha condannato sì, e pertanto se ha poco titolo a fare il direttore di un quotidiano ecclesiale, ne ha ancor meno a fare la morale agli altri.

Tutto qui, semplice e lineare. Diversamente dalla realpolitik di certi giornalisti.