Ore 12 – Ronde, manganelli e spray: sicurezza per i cittadini o propaganda per i politici?

Gli italiani si sentono più insicuri e indifesi. Ecco perché, quella della sicurezza è stato il tema rovente di queste elezioni. Una delle carte vincenti del Pdl e della Lega. Forse quella più forte. Invece la buccia di banana su cui il 14 aprile è scivolato il Pd. Se è così, il partito di Veltroni

Gli italiani si sentono più insicuri e indifesi. Ecco perché, quella della sicurezza è stato il tema rovente di queste elezioni. Una delle carte vincenti del Pdl e della Lega. Forse quella più forte.

Invece la buccia di banana su cui il 14 aprile è scivolato il Pd. Se è così, il partito di Veltroni corre ai ripari. Alla spicciolata, però. Rincorrendo con le ronde la Lega di Bossi. O, peggio, con i “braccialetti” anti stupro di Rutelli definiti da Berlusconi una “boutade”.

La questione è seria. Maledettamente seria. L’83% degli italiani ritiene che negli ultimi 5 anni la criminalità nel nostro Paese sia aumentata. Il 44% sente in crescita l’illegalità nella propria zona di residenza. Queste percentuali aumentano di mese in mese. Ovunque. Al di là di là di una esagerata esposizione mediatica che alimenta anche allarmismi fuori misura, è fuori di dubbio che il problema c’è. Ed è molto sentito da tutti perché coinvolge tutti. Ogni italiano, direttamente o indirettamente, paga per questo. Sborsando soli e abbassando la propria qualità di vita.

La politica, più che fare un “ragionamento” strategico (magari studiando ciò che è stato fatto altrove, ad esempio negli Usa), prova a metterci qualche pezza, agita la questione per propaganda, strumentalizza i timori e le paure della gente. C’è il rischio di rimanere fra l’incudine e il martello.

Polemiche a non finire per la decisione del consiglio comunale presa ieri sera a Bologna. Cofferati “arma” la polizia municipale di manganelli e spray urticanti per “legittima difesa”. Perché contro la malavita e i criminali ci vuole – come dargli torto? – una via di mezzo fra le mani nude e la rivoltella carica. Il sindaco ex capo della Cgil non vuole sentir parlare di ronde ma a Bologna presto si vedranno per strada squadre di “volontari” per svolgere “compiti di assistenza alla cittadinanza più debole e a segnalare comportamenti scorretti o pericolosi”.

Lodevoli intenzioni. Ma ne vedremo delle belle. Si rischia di trasformare ogni cittadino in “vigilante” e “allarmista”, di alimentare il clima del sospetto. Quindi di aggiungere problema a problema. Ma il nodo va affrontato sul terreno delle scelte politiche nazionali e non più solo con escamotage municipalistici o con i dibattiti sociologici sul fenomeno.

La gente è stanca e vuole fatti, non il blabla permanente. Pur in modo non omogeneo, l’insicurezza e l’illegalità crescono ovunque in una Italia assediata dall’emergenza immigrati, dalle violenze sulle donne, dalla microcriminalità e dalle mafie e camorre, da una giustizia lenta che rimette in libertà troppi delinquenti, dalle forze dell’ordine che fanno miracoli pur con organici ridotti al lumicino.

Presto ogni sindaco avrà i suoi “sceriffi”. E i politici faranno a gara per farsi intervistare vicino alle loro “prede”. Ma lo Stato dov’è? Se i sindaci si comportano così, vuol dire che le leggi nazionali o sono insufficienti o non sono fatte rispettare. Delle due, l’una: o lo Stato fa rispettare le leggi esistenti, o se queste non bastano, il Parlamento ne deve approvare altre più funzionali. Insomma: basta incertezze, propaganda e show. E finiamola di giocare sulla pelle dei cittadini.

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