Annamaria Franzoni in carcere: le altre detenute la vogliono morta

Annamaria Franzoni, ha passato la notte al carcere della Dozza, a Bologna: chiaramente distrutta dalla fine di un processo in cui fino all’ultimo momento non ha smesso di sperare in un’assoluzione, ha avuto un malore e non è stata accolta esattamente in maniera calorosa dalle altre detenute Ci sarebbero state proteste all’arrivo, la scorsa notte,

Annamaria Franzoni, ha passato la notte al carcere della Dozza, a Bologna: chiaramente distrutta dalla fine di un processo in cui fino all’ultimo momento non ha smesso di sperare in un’assoluzione, ha avuto un malore e non è stata accolta esattamente in maniera calorosa dalle altre detenute

Ci sarebbero state proteste all’arrivo, la scorsa notte, di Anna Maria Franzoni nel carcere bolognese della Dozza. Secondo quanto è filtrato, nella sezione femminile alcune detenute l’avrebbero “accolta” con grida e insulti, affermazioni come «assassina» e «vattene», e con il fragore delle stoviglie sbattute contro le sbarre. Il tutto per alcune decine di minuti, poi la protesta è rientrata. Qualche altro insulto, isolato, si sarebbe ripetuto nei suoi confronti anche in mattinata, quando la donna ha percorso i corridoi dell’ istituto di pena

Proprio come vi avevamo riferito ieri Annamaria Franzoni è sorvegliata a vista da due agenti di polizia penitenziaria: si teme che possa commettere un gesto estremo. Giorni difficili: ma per il Procuratore Generale di Torino la madre assassina di Cogne potrebbe usufruire dei benefici dell’indulto:

La procura generale di Torino oggi ha chiesto l’applicazione dell’indulto per Anna Maria Franzoni. L’iniziativa e’ dettata dalla norma. Per la madre di Samuele questo comporta uno sconto di tre anni della pena

vedendo in questo modo la sua pena ridotta da sedici a tredici anni di reclusione. Non solo, sempre secondo i legali Paolo Chicco e Carlo Federico Grosso:

«Speravamo molto in un esito differente ma la battaglia non finisce qui, ci sono ancora strumenti giudiziari che possiamo utilizzare: nel corso del procedimento Cogne-bis sarà possibile intervenire per la ricerca effettiva della verità»

A Ripoli Santa Cristina e a Monteacuto il clan Franzoni si chiude, per usare un eufemismo, come ci racconta Gabriele Villa del Giornale. Dopo gli schiaffi al giornalista di Sky dell’altro giorno, la famiglia Franzoni-Lorenzi continua a intrattenere rapporti quantomeno burrascosi con la stampa:

«E tu chi cazzo sei? Sei del Giornale, embè chi cazzo se ne frega. Siete tutti uguali. Adesso ti sistemo io, ti faccio andar via in fretta la voglia di venir qui a chiedere, a guardare». Sono le 13.50 di giovedì 22 Maggio 2008 se ai carabinieri della zona importasse almeno di prender buona nota e di provvedere, quando vivo il mio momento di celebrità e ricevo esplicita minaccia di aggressione da uno degli undici fratelli di Annamaria Franzoni

I Video di Blogo

Ultime notizie su Delitto di Cogne

Tutto su Delitto di Cogne →