Trasporti: Roberto Castelli ammette i problemi dell’alta velocità ferroviaria

La rete dei trasporti, in Italia, costituisce un vero e proprio mistero paragonabile a quelli di Fatima. Malgrado tutti, politici e cittadini, siano a conoscenza delle deficienze nessuno prova a risolverle. Sul solo ponte dello stretto di Messina si è discusso per decenni.Di più non si riesce. Per pigrizia. Per ignoranza. E per una serie



La rete dei trasporti, in Italia, costituisce un vero e proprio mistero paragonabile a quelli di Fatima. Malgrado tutti, politici e cittadini, siano a conoscenza delle deficienze nessuno prova a risolverle. Sul solo ponte dello stretto di Messina si è discusso per decenni.

Di più non si riesce. Per pigrizia. Per ignoranza. E per una serie di incomprensioni. Per capirlo è sufficiente riflettere sul confronto pubblico avvenuto ieri a Milano durante l’apertura della Mobility Conference.

Malgrado l’ammissione di Roberto Castelli (Viceministro ai Trasporti), secondo il quale l’alta velocità in Italia non è ancora funzionante ferroviaria, Altero Matteoli ha deciso di replicare ad Emma Marcegaglia (Presidente di Confindustria), convinta che per la rete dei collegamenti del paese si debba fare qualcosa di più.

“Gli investimenti in infrastrutture – ha dichiarato Emma Marcegaglia – dal 2005 a oggi sono calati. Serve perciò una maggior dotazione di finanza pubblica. E’ necessario cambiare la burocrazia e le modalità di decisione”.

Non solo quelle per Roberto Castelli. Oltre a denunciare le lacune del sistema ferroviario il candidato sindaco di Lecco ha precisato che si è sbagliato ad organizzare la comunicazione per gli addetti ai lavori.

“A mio avviso – ha dichiarato l’esponente leghista – c’è stato un problema di comunicazione. Molte volte i motivi dei ritardi accumulati sono legati ai cambi di energia che ci sono sulle varie tratte”.

Chissà poi se una volta risolti questi problemi, moderni tanto quanto sarebbe oggi l’utilizzo del piccione viaggiatore, qualcuno penserà anche ai pendolari.

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