Somalia: mai tanti morti dall’estate scorsa, gennaio è “the deadliest month”

Il mondo è un brutto posto in cui vivere, e soprattutto è pieno di guerre: già facciamo fatica a seguire quello che accade negli scenari in cui l’esercito italiano è più direttamente coinvolto – per esempio, Iraq e Afghanistan – figuriamoci quanto sappiamo di scenari come quello somalo. Bé, in Somalia, le cose vanno decisamente


Il mondo è un brutto posto in cui vivere, e soprattutto è pieno di guerre: già facciamo fatica a seguire quello che accade negli scenari in cui l’esercito italiano è più direttamente coinvolto – per esempio, Iraq e Afghanistan – figuriamoci quanto sappiamo di scenari come quello somalo. Bé, in Somalia, le cose vanno decisamente male: gennaio, è stato dichiarato “the deadliest month” dall’estate scorsa, secondo le Nazioni Unite.

Cosa intendono per “deadliest month”? Intendono che ci sono stati centinaia di morti – secondo alcune fonti locali, 258 – e decine di migliaia di sfollati negli scontri tra l’esercito governativo e le milizie dei ribelli nelle regioni centrali della Somalia. La Somalia, da circa vent’anni, non ha un vero e proprio governo, si passa da dittatori, al fallimento dell’ONU, alle Corti Islamiche. Uno dei suoi fallimenti storici, dell’ONU, la missione Restore Hope.

Ormai una quindicina d’anni fa, c’erano anche gli italiani in Somalia:

Nel 1995 l’ONU, incapace di far fronte alla situazione, ritirò le proprie forze (nella missione “Restore Hope”, partecipava anche l’Italia). Il periodo fu caratterizzato dalle violenze dei “Signori della guerra”, i temibili capi-clan che sottomisero la popolazione e che costrinsero alla fuga, nel 1994, anche i caschi blu dell’ONU e i marine americani

Oggi, le cose vanno ancora peggio.

C’è in corso un conflitto, che sta dilagando da sud a nord dal Somaliland al Puntland, così ha spiegato in un comunicato stampa l’Igad, una autorità intergovernativa che raccoglie vari paesi dell’Africa Orientale. “Chi è contro chi” in questo scenario?

Dal 2004 è stato costituito il Governo Federale di Transizione somalo (Tfg), istituzione piuttosto debole ma riconosciuta dalla comunità internazionale. Tale governo è tuttora contrapposto alle Corti islamiche, che controllano vaste zone del Paese

Le Corti Islamiche hanno forti legami con Al Qaeda, come hanno confermato anche recentemente. Chiaramente, sguazzano, in un paese che dal 1991 è in pressoché in preda all’anarchia, e nel quale si susseguono governi di volta in volta più deboli del precedente. Anche ora, dopo la catastrofe umanitaria degli anni passati.

Se volete saperne di più, esiste un sito molto aggiornato, Somali Press Review, che raccoglie tutto quanto accade nel Corno d’Africa. Vi cito questo pezzo apparso su un quotidiano locale:

Nella classifica “Il mondo del 2010”, la Somalia non è un mercato emergente come altri paesi africani, ma “il peggior paese del mondo”. E ancora: “Pirateria, povertà, e senso di sconfitta. Chiamare la Somalia un Paese, è azzardato. Il tasso di mortalità è altissimo, c’è la peggiore corruzione, e i più alti rischi ambientali. Nella classifica, hanno fatto peggio solo la Sierra Leone – per il tasso di mortalità – e l’Afghanistan, e neanche in tutte le categorie. La Somalia è il peggiore Stato del mondo, e minaccia di diventare un problema anche per il resto del mondo”.

Non preoccupatevi, nessuno se ne accorgerà.

Via | CNN