Speciale legittimo impedimento: visto da destra e visto da sinistra

Avevate dubbi? Io, no: così ieri è passato il legittimo impedimento, la norma salvaprocessi per Silvio Berlusconi. Prima cosa: per capire che cosa si intende per legittimo impedimento, leggete il post di Luca che vi spiega tutto a riguardo. Sintetizzando: la norma votata ieri alla Camera prevede che il primo ministro – e i ministri


Avevate dubbi? Io, no: così ieri è passato il legittimo impedimento, la norma salvaprocessi per Silvio Berlusconi. Prima cosa: per capire che cosa si intende per legittimo impedimento, leggete il post di Luca che vi spiega tutto a riguardo. Sintetizzando: la norma votata ieri alla Camera prevede che il primo ministro – e i ministri – possano chiedere il rinvio delle udienze cui devono partecipare.

Presentano un certificato, il giudice non può che accettarlo, e schivano il processo: si può fare solo per diciotto mesi. E’ una legge pasticcio – ehi! Ma la priorità non erano le riforme? Della giustizia? Del fisco? – che viene portata avanti prendendo tempo, in attesa di una legge costituzionale, il lodo Alfano bis. Bocciato dalla Corte, tornerà, vedrete se tornerà: già da settimana prossima.

Per prima cosa: oggi, sui quotidiani, a parte quelli direttamente di proprietà del Presidente del Consiglio – Il Giornale – o collegati in maniera più o meno diretta a SB – quindi, Libero – c’è una generale identità di vedute. Il legittimo impedimento è una legge ad personam, punto. Fine: nessuno può dire il contrario. Poi ci sono le sfumature…

casini bianco e nero

La sfumatura che domina è quella bianca: quella di Pierferdinando Casini, che spiega sulle pagine del Corriere, il perché abbia deciso di sostenere il provvedimento che assicura l’impunità al premier Silvio Berlusconi. In questo modo, saltano i processi Mills e per i diritti Mediaset

Con questo salvacondotto a Berlusconi cosa spera che cambi?
«Vogliamo far cadere l’alibi di una maggioranza che non rende mai conto del suo operato e non si assume le proprie responsabilità perché si trincera dietro la persecuzione contro Berlusconi. Bersani pone giustamente le questioni del lavoro, della crisi, ma se non si sgombra il campo dal macigno del problema giustizia del premier, non si fa alcuna riforma e non si costringe il governo a rispondere al Paese».

Casini è tante cose, di certo, non uno stupido. Gioca su due tavoli, e vede dove andranno meglio le cose: in Puglia, non sono andate molto bene, con il candidato Boccia stracciato da Vendola. Ora si punta di nuovo a destra, chissà che le cose non vadano meglio. Viste le allenze UDC previste per le prossime elezioni regionali 2010 – il 28 e il 29 marzo si vota, meglio precisare sempre “Abbiamo votato sì, è il male minore”.

E forse, il vero macigno per gli italiani, è Berlusconi stesso: si presenti in tribunale, se è innocente non ha nulla da temere. Con questa, siamo all’ennesima legislazione che il tycoon di Arcore si cuce addosso: qui sotto un incompleto elenco,

– Legge sulle rogatorie internazionali(L. 367/2001): limitazione dell’utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria (trova applicazione anche al processo “Sme-Ariosto 1” per corruzione in atti giudiziari)
– Depenalizzazione del falso in bilancio(L. 61/2002): modifica della disciplina del falso in bilancio (nei processi “All Iberian 2” e “Sme-Ariosto2” Berlusconi viene assolto perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”)
– “Legge Cirami” (L. 248/2002): introduzione fra le cause di ricusazione e trasferimento del processo del “legittimo sospetto sull’imparzialità del giudice” (la norma è sistematicamente invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi che li vedono imputati)
– “Lodo Schifani” (L. 140/2003): introduzione del divieto di sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il Presidente del Consiglio in carica, dichiarata incostituzionale dopo pochi mesi, con sentenza della Corte costituzionale n. 13 del 2004
– Decreto-salva Rete 4 (D.L. 352/2003): introduzione di una norma ‘ad hoc’ per consentire a Rete 4 di continuare a trasmettere in analogico

poi ci sono anche la Legge Gasparri, il condono edilizio delle aree protette, la Legge ex Cirielli, la Legge Pecorella, buon ultimo, il Lodo Alfano, e infine, storia di ieri, il Legittimo Impedimento – e non scordiamoci del processo breve, anche se molti sostengono ora vada a finire in un cassetto e sia stato solo utilizzato per alzare la posta in gioco, e poi ottenere meno: un classico schema di condizionamento mentale da piazzista.

napolitano bianco e nero

Altre reazioni interessanti, le leggo su l’Unità, che riporta le perplessità di Giorgio Napolitano. Vorrebbe che si affrontassero temi di più ampio respiro – una riforma della giustizia, ma una riforma vera: non il processo breve o il legittimo impedimento, votati con il Parlamento militarizzato –

La riforma della giustizia, nel suo complesso, è un impegno su cui sovente il presidente ha richiamato tutti i soggetti che di essa sono oggettivi protagonisti. L’invito di Napolitano, anche nell’ultimo discorso fatto alle alte cariche dello Stato alla fine dell’anno, a provvedere a norme che abbiano uno «svolgimento organico e di più alto respiro» rispetto al procedere per provvedimenti tampone dettati dall’emergenza è lì a dimostrarlo. Il Colle, nella fase di discussione sul legittimo impedimento dei giorni scorsi e nella prospettiva delle norme future, ha agito utilizzando quella “moral suasion” fatta di suggerimenti che non vanno in alcun modo ad intaccare l’autonomia di chi le leggi si assume la responsabilità di farle. Perché «quando il Parlamento lavora il presidente tace».

Superfluo dire che da sinistra il provvedimento è aspramente criticato: credo che ogni persona di buon senso abbia perplessità a riguardo,
Antonio Di Pietro, ha spiegato che

“Solo in un Paese barbaro e dittatoriale si può immaginare che un presidente del Consiglio si faccia fare una legge apposita per non farsi processare: decine e decine di leggi alla bisogna, aggirando la Costituzione e la buona fede degli elettori”.

Pierluigi Bersani invece, ieri a caldo spiegava che “Berlusconi non vuol farsi giudicare e blocca l’Italia” e che dovrebbe fare…

«lo statista, dopo quindici anni di vita politica, con un gesto di responsabilità per mettere l’Italia davanti a sé e affrontare a viso aperto la situazione, fruendo di un quadro di garanzie che vale per tutti i cittadini»

Il che per quanto Bersani non sia certo il leader del futuro per il PD – e malgrado abbia annunciato che anche dopo le regionali, qualunque sia l’esito, resterà al suo posto – è innegabilmente vero.

cota bianco e neroSu Il Giornale, si legge anche qualche reazione della Lega. A parlare è Roberto Cota, ultimamente diventato presenzialista fisso e uomo immagine degli uomini in verde – oltre che candidato alla Regione Piemonte. Fateci caso: è ovunque

La Lega: “Da voi doppia morale” Il ddl sul legittimo impedimento è “un provvedimento equilibrato”, che “bilancia in modo corretto” due esigenze: “Che chi è eletto dal popolo possa governare e rispettare il mandato elettorale, e che la magistratura possa svolgere le sue inchieste e fare il suo corso”. Il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota, difende la proposta di legge. Il legittimo impedimento, afferma l’esponente leghista, “non introduce alcuna forma di immunità, semplicemente specifica quando deve sussistere un legittimo impedimento tale da poter differire la data di un’udienza”: precisazione ancor più necessario visto che in Italia “il premier è inseguito dalle udienze”

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