Rosarno: gli immigrati vivono per strada a Roma. Non realizzate le promesse di Roberto Maroni

Per dimenticare quanto successo a Rosarno non è servito neanche un mese. A poco più di tre settimane dagli scontri, e dai conseguenti proclami secondo i quali gli immigrati coinvolti negli scontri avrebbero avuto una sistemazione adeguata, l’Unità pubblica delle immagini che dovrebbero far riflettere. Queste fotografie meglio di altre rappresentano l’inadeguatezza dell’attuale classe politica



Per dimenticare quanto successo a Rosarno non è servito neanche un mese. A poco più di tre settimane dagli scontri, e dai conseguenti proclami secondo i quali gli immigrati coinvolti negli scontri avrebbero avuto una sistemazione adeguata, l’Unità pubblica delle immagini che dovrebbero far riflettere.

Queste fotografie meglio di altre rappresentano l’inadeguatezza dell’attuale classe politica italiana che ai lavoratori calabresi, in nero, non è riuscita ad assicurare quanto proposto tanto da costringerli a vivere per strada. Di nuovo. A Roma però.

Nella capitale dove si sono costituiti nell’Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno. Secondo quanto scoperto da Emilia Zazza, che firma il servizio, queste persone erano costrette a lavorare 14 ore al giorno. Per 25 euro. Meno di due euro all’ora.

Che fine hanno fatto le promesse di Roberto Maroni? Perché il Ministro degli Interni non garantisce a queste persone, come dichiarato in diretta nazionale durante una puntata di “che tempo che fa”, l’asilo politico?

In un paese civile si penserebbero delle politiche intelligenti per favorire l’integrazione degli immigrati. Nel nostro, allo stato attuale, sarebbe sufficiente mettere in pratica i proclami del giorno dopo. Almeno quelli.

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