Intervista – polisblog incontra Luca Telese prima del ritorno di Tetris

Nello stesso anno, il 2006, in cui nasceva youtube su RaiSat una squadra di giovani professionisti, capeggiati da Luca Telese, realizzava il primo numero di Tetris, il programma televisivo che riparte questa sera su la7.Trattasi evidentemente di una, fortunata, coincidenza che ha permesso al format di poter far notizia anche in momenti diversi della messa



Nello stesso anno, il 2006, in cui nasceva youtube su RaiSat una squadra di giovani professionisti, capeggiati da Luca Telese, realizzava il primo numero di Tetris, il programma televisivo che riparte questa sera su la7.

Trattasi evidentemente di una, fortunata, coincidenza che ha permesso al format di poter far notizia anche in momenti diversi della messa in onda. Se non ci fossero stati i siti di video sharing la lite tra Michele Placido e Raffaele Lombardo non avrebbe avuto l’eco che ha poi ottenuto.

Con il tempo il format è cresciuto fino a sfruttare il protagonismo figlio di quel voyeurismo che senza youtube non sarebbe potuto esistere. Con Luca Telese, prima della prima, non abbiamo parlato solo di questo. Tra i vari argomenti toccati la nostra attenzione è andata anche sulla querela che Renata Polverini avrebbe mandato alla redazione del Fatto.
Il talent, a cui vi siete ispirati per la scorsa edizione, è in crisi. Avete anche voi cambiato la formula del programma?

No. Continueremo a ribaltare elementi scontati cercando di produrre dei risultati interessanti.

Tra gli ospiti della prima puntata anche Nichi Vendola.

Nichi Vendola è fantastico. Come testimoniano dei pezzi pubblicati sul mio sito mi sono interessato a lui molto prima che diventasse un perfetto protagonista della fiction televisiva italiana. Ho seguito la sua campagna fino a pronosticare la sua vittoria per 70 a 30.
Cosa pensa, da giornalista, delle primarie della Puglia?
A Tetris le persone esprimono dei concetti che non direbbero dalle altre parti. Forse perché siamo spudorati. Forse perché non diamo nulla per scontato. L’inedito non esiste. È la prima regola del giornalismo.
Cos’è inedito oggi? Noi, ad esempio, nella prima puntata manderemo in onda delle schegge di Agnelli.

Cosa pensa, da giornalista, delle primarie della Puglia?

È stata una delle storie belle da raccontare perché sono i momenti in cui la nuova politica fa saltare i meccanismi di controllo della classe dirigente. In qualunque altro momento nella storia d’Italia gli apparati avrebbero vinto contro un candidato come Nichi Vendola che grazie ad internet è riuscito a ribaltare le regole.
Per capirlo è sufficiente riflettere sulla videolettera che carica ogni giorno sul suo sito dopo aver partecipato ai comizi. I giornali locali hanno iniziato a fare le aperture proprio su questi messaggi che lo stesso Vendola ha preferito condividere prima con i suoi elettori tanto che nessun giornalista è mai riuscito ad ottenere un’anticipazione del contenuto di questi messaggi.
Ci sono politici che vanno a caccia dei giornalisti e politici che sono inseguiti dai giornalisti.

Inviterà Renata Polverini?

Io la invito. Preferirei che venisse con la sua avversaria che è la Bonino. In America i confronti si fanno sempre. In Italia mai.

Le chiedevo di Renata Polverini per via della querela che ha mandato al Fatto, quotidiano per il quale lei lavora.

Ha annunciato una querela che non è mai arrivata. Vedi. Questo dimostra l’ecclettismo del Fatto sul quale avevo scritto che si sarebbe potuto votare la Polverini per non condividere un certo tipo di sinistra. L’indecisione permanente risolta con l’autocandidatura della Bonino. Ora. Io ho scritto questo pezzo che è stato ripreso dai giornali. Nello stesso tempo abbiamo raccontato la storia della sua casa che lei non ha smentito. Anzi. L’ha confermata.

Luca Barbareschi è un suo collega di rete. Cosa ne pensi delle polemiche scopiate sulle battute “rubate” a Spinoza?

Noi sul Fatto citiamo Spinoza e firmiamo. Se cito una battuta di un’altra tendenzialmente la cito. Probabilmente Luca, che è un professionista che lavora con il copione, neanche sapeva che quelle battute erano state prese da Spinoza. Credo che la prossima volta citerà i crediti.

Ha fatto pace con Paola Binetti?

Io con Paola Binetti ho un rapporto strano. Lei ha delle idee totalmente diverse dagli elettori che dovrebbero votarla. Sta nel Pd con l’idea in cui i martiri cristiani stavano nel Colosseo. Cioè il martirio mi porta alla fede. Io non sono sicuro che sia una cosa laica per la politica questa.

Concludendo, Bersani mangia la colomba pasquale?

Se Bersani non vince in 7 regioni è tecnicamente morto. Nel Pd le morti vengono dichiarate dopo che accadano. Veltroni è sopravvissuto fino alle regionali sarde.

Bersani non sta brillando. Sta deludendo le aspettative che in molti avevano su di lui. Dal mio punto di vista è imperdonabile un leader che scende in Puglia, combatte un candidato e non riesce a riempire una sala di 300 persone. Veltroni era il “ma anche”. Bersani è il “ma neanche”. Si capisce quello che non fa.

Comunque è in buona compagnia perché Silvio Berlusconi, in qualunque altro paese del mondo, si sarebbe dimesso per quello che è accaduto. Citando la ragazza coinvolta nello scandalo di Cosimo Mele l’Italia è l’unico paese al mondo dove una prostituta è rovinata da un politico e non viceversa.

I Video di Blogo