Intervista – polisblog incontra Francesca Barzini autrice di Presa Diretta

Come sostenuto dai colleghi di tvblog.it, pochi minuti dopo la partecipazione di Riccardo Iacona a “che tempo che fa”, ci sono finestre della RAI per la quale vale la pena pagare il canone. “Presa Diretta” è uno di quei programmi che ben rappresenta il concetto di servizio pubblico.Negli anni è cresciuto. Sostenuto dagli ascolti sempre



Come sostenuto dai colleghi di tvblog.it, pochi minuti dopo la partecipazione di Riccardo Iacona a “che tempo che fa”, ci sono finestre della RAI per la quale vale la pena pagare il canone. “Presa Diretta” è uno di quei programmi che ben rappresenta il concetto di servizio pubblico.

Negli anni è cresciuto. Sostenuto dagli ascolti sempre più alti (la prima puntata della nuova serie è stata seguita da quasi la metà dei spettatori che abitualmente si sintonizzano su “Amici”). In piena armonia con la rete RAI, forse, più vicina al cittadino.

Di persone e del programma televisivo abbiamo parlato con Francesca Barzini che con Riccardo Iacona si occupa dei contenuti del programma in onda tutte le domeniche, su RaiTre a partire dalle 21.30 o in differita su rai.tv.
Come anticipato da Riccardo Iacona a Fabio Fazio la nuova stagione di “Presa Diretta” terminerà con un bilancio sulla ricostruzione dell’Aquila. Lo speciale, sull’argomento, di “Porta a Porta” non è stato sufficiente?

“Porta a Porta” ha svolto come poteva e voleva il suo compito di informazione. Noi partiamo proprio dalla storica puntata dell’inaugurazione delle casette di Berlusconi per fare un po’ di conti sulla ricostruzione de l’Aquila, sulla decisione di privilegiare la nascita di quartieri satellite rispetto alla scelta di ricostruire il centro storico.

Quali sono gli altri argomenti previsti per questa serie?

Le puntate di “Presadiretta” di questa serie, oltre all’emergenza casa, affronteranno la privatizzazione dell’acqua, la scuola in difficoltà finanziaria, le energie rinnovabili, la giustizia e per l’appunto la ricostruzione dopo il terremoto.

Molti suoi colleghi riuniti in un convegno hanno sostenuto che in televisione ci dovrebbero esserci più confronti politici. È d’accordo? Perché?

Si parla di “confronto all’americana tra candidati”. Cioè dibattiti o talk show. Noi pratichiamo un giornalismo diverso. Il reportage. Anche se qualcuno vorrebbe introdurre il contraddittorio nel reportage temo non sia proprio possibile. Certo sarebbe interessante far girare due reportage sullo stesso tema per dimostrare due punti di vista diversi.

La prima puntata di “Presa Diretta” ha registrato ascolti migliori de “Il Più Grande”. Secondo lei la proposta editoriale della RAI è giusta o può essere migliorata? Perché?

A giudicare dal feed back e dalle migliaia di mail che riceviamo un determinato pubblico ha molta voglia di inchieste e approfondimento giornalistico. Vogliamo tirare l’acqua al nostro mulino? Noi costiamo poco, facciamo buoni ascolti, abbiamo un ottimo gradimento e saremmo in grado di produrre più puntate durante l’anno.

Ci lascino lavorare di più dandoci gli strumenti. In Italia c’e molto fermento e c’e’ grande e nuova produzione di documentari, alcuni giovani filmaker hanno un enorme talento che non andrebbe disperso, ma valorizzato. E noi abbiamo già avuto un discreto coraggio nel dimostrare che temi scomodi possono e devono essere sdoganati in prima serata.

Dobbiamo molto all’ex direttore di Raitre Paolo Ruffini che ha deciso di affidare a Riccardo Iacona e alla sua squadra una prima serata dandoci totale carta bianca sulla scelta degli argomenti da trattare.

I programmi “intelligenti” di approfondimento sono tutti relegati in seconda serata che, ormai, slitta ad ore sempre più proibitive. Così facendo si allontana un certo pubblico dalla televisione e relegarlo nel vasto mondo e allettante mondo dello streaming.

Citando, nuovamente, Fabio Fazio si ha quasi l’impressione che i cittadini si siano abituati a tutto. Se così non fosse non ci si spiega l’attuale maggioranza o il riscontro del Pd. Perché è necessario oggi denunciare?

No, non tutti si sono abituati a tutto. È giusto cercare di suscitare ancora l’indignazione del pubblico (risvegliare le coscienze?) e per primi siamo noi giornalisti che dobbiamo ancora indignarci per tutto quel che non funziona, per la corruzione, mai dare tutto per scontato.
La rassegnazione è la peggior nemica della democrazia. Non vogliamo un paese di sudditi.

Mai come oggi la cronaca politica non si basa più su proposte o immaginari. Solo su alleanze. Esemplificativa è la preparazione ai prossimi appuntamenti elettorali. Crede che ai cittadini siano state fornite tutte le risposte necessarie? Perché?

È presto per cercare di capire le prossime elezioni regionali. Non è un grande spettacolo la scelta dei candidati. Né a destra. Né a sinistra. Nessun candidato sembra entrare nel merito delle questioni reali che riguardano la vita quotidiana della gente, il futuro dei nostri figli, l’assistenza ai nostri vecchi, la giustizia sociale, I servizi pubblici che non funzionano. E se lo fanno non si abbandona il campo di generiche promesse da dimenticare il giorno dopo le lezioni.

Quali sono, per la sua esperienza, i primi problemi che si dovrebbero risolvere in Italia?

Italia? Problemi? Casa, scuola, sanità sempre più privata, corruzione, ambiente devastato. E la totale mancanza nella classe politica del senso di responsabilità a partire dal sindaco di Favara. Riguardi le sue parole al nostro inviato.