Internet: Paolo Romani propone un filtro sicuro per i minori

Durante una trasmissione televisiva il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani ha annunciato che il suo team di collaboratori starebbe studiando un ulteriore filtro da aggiungere alla rete che avvisi, tramite sms, i genitori di un minore delle navigazioni poco lecite del figlio.“Sono – ha dichiarato l’esponente politico – allo studio altri strumenti per la tutela



Durante una trasmissione televisiva il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani ha annunciato che il suo team di collaboratori starebbe studiando un ulteriore filtro da aggiungere alla rete che avvisi, tramite sms, i genitori di un minore delle navigazioni poco lecite del figlio.

“Sono – ha dichiarato l’esponente politico – allo studio altri strumenti per la tutela dei giovani su Internet . Ad esempio il click sicuro, che si potrà scaricare a breve dal sito del ministero”.

Contrario al progetto di Paolo Romani si è già detto Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, secondo il quale la soluzione proposta dall’esponente politico è fallimentare per via delle ripercussioni che avrebbe sulla gestione del media.

La richiesta massiccia di filtri, sempre secondo quanto dichiarato da Calabrò, appesantirebbe la burocrazia italiana nota per il suo stato pachidermico.

Pesante non quanto la rete vittima di uno dei tanti paradossi che non permetto al paese di poter crescere. Se lo sviluppo della banda larga in Italia fosse veramente avvenuto le preoccupazioni di Paolo Romani avrebbero potuto avere un senso poiché presenti nella vita dei cittadini italiani.

E non solo di una parte. A molte persone i vari amministratori ancora non hanno garantito una navigazione adsl. Di fatto un filtro già esiste.

Quello che manca è la cultura. Invece di utilizzare le risorse per spiegare ai ragazzi la navigazione consapevole li blocchiamo rimandando un problema che andrà comunque affrontato.

A proposito di confronti perché nessuno dei 160 parlamentari italiani che hanno sostenuto la proposta di Wired, il mensile che ha proposto di consegnare il prossimo Nobel per la Pace ad Internet, prova a metterci la faccia pubblicamente chiedendo a Paolo Romani di occuparsi di problemi veri?

Troppo comodo firmare affinché Internet possa aggiudicarsi un Nobel per la Pace quando nel proprio paese è in corso una guerra culturale che non si preferisce combattere. Malgrado l’opinione dei cittadini.