Pestaggio a Grosseto: disposto sequestro da 500 mila euro alle famiglie dei giovani coinvolti

Disposto sequestro da 500 mila euro per le famiglie dei giovani che il 25 aprile scorso pestarono due carabinieri in provincia di Grosseto


Sono ancora critiche le condizioni di Antonio Santarelli, l’appuntato 42enne colpito a bastonate lo scorso 25 aprile da quattro ragazzini, tre minorenni e il 19enne Matteo Gorelli.

Il carabinieri è ancora in coma al Policlinico di Siena, i danni cerebrali sono stati confermati. Domenico Marino, l’altro militare aggredito, sta invece affrontando un difficile percorso di cura per recuperare l’uso dell’occhio destro, seriamente danneggiato a seguito del pestaggio.

In queste ultime ore l’avvocato Paolo Bastianini, che difende Domenico Marino, è riuscito ad ottenere il sequestro conservativo di beni appartenenti alle famiglie dei giovani coinvolti.

Un sequestro di beni del valore di 500 mila euro che, spiega l’avvocato, servirà ad assicurare che gli indagati siano in grado di pagare il risarcimento che, in sede processuale, sarà stabilito dal giudice:

Fatti di questa gravità meritano non solo la pena da parte dello Stato, ma anche il risarcimento della vittima in sede civile. In questo caso specifico, con l’accoglimento da parte del giudice dell’estensione alle famiglie della richiesta di sequestro, si afferma un principio generale di responsabilità del genitore, che ha l’obbligo di vigilare sulle azioni del figlio minore delle quali può eventualmente essere chiamato a rispondere direttamente. Abbiamo ritenuto, e come noi evidentemente anche il giudice, che l’offesa recata in questo caso meriti la reintegrazione e il risarcimento anche sotto il profilo patrimoniale.

Nel frattempo le indagini proseguono, soprattutto per accertare il ruolo avuto dai tre minorenni, che continuano a negare di aver preso parte al pestaggio.

A questo proposito sono stati disposti accertamenti sulle impronte digitali e sulle tracce genetiche lasciate sul grosso palo di legno (lo vedete in foto) utilizzato per colpire i due carabinieri, sulla torcia in dotazione ai militari ritrovata rotta, sul blocchetto dei verbali strappato via prima della fuga, sul freno a mano dell’auto di Gorelli che uno dei minorenni afferma di aver tirato.

Questi accertamenti sono stati affidati dalla procura di Grosseto ai carabinieri del Ris di Roma.

Via | La Nazione

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