Pronto il nuovo aiuto di stato per Termini Imerese. Quando finirà lo scandalo della Fiat?

Qualcosa dev’essere accaduto anche nelle alte sfere del giornalismo filogovernativo, se oggi il Giornale mette in campo addirittura il vicedirettore Nicola Porro per attaccare l’esecutivo sulla questione Termini Imerese. Ma prima di tutto i fatti. Il Governo, coadiuvato dalla Regione Sicilia, avrebbe intenzione di stanziare la folle cifra di 760 milioni di euro per salvare

di luca17



Qualcosa dev’essere accaduto anche nelle alte sfere del giornalismo filogovernativo, se oggi il Giornale mette in campo addirittura il vicedirettore Nicola Porro per attaccare l’esecutivo sulla questione Termini Imerese. Ma prima di tutto i fatti. Il Governo, coadiuvato dalla Regione Sicilia, avrebbe intenzione di stanziare la folle cifra di 760 milioni di euro per salvare a tutti i costi il polo Fiat nell’isola che, ricordiamolo, conta 1500 dipendenti, cui va aggiunto il forte indotto.

Se il progetto andrà in porto verranno così stornate enormi risorse da tutti gli altri settori, tenendo in vita per l’ennesima volta quel morto che cammina rappresentato dallo stabilimento più meridionale del Lingotto. E se in passato gli aiuti alla Fiat (fatti coi soldi delle nostre tasse, ergo pagati da noi) si configuravano come una distorsione anomala del mercato, questa volta potremmo definirli senza tema assistenzialismo puro. Un po’ come quando la Dc assumeva migliaia di persone alle Poste giusto per dar loro un lavoro, anche se lavoro non ce n’era.

Ma come vi dicevamo, qualcosa è cambiato, se fino a poco fa queste cose le facevano rilevare in pochi (linko un mio articolo sul tema, perdonatemi la boria) mentre ora si levano voci autorevoli anche dallo schieramento di centro-destra, sia pur limitate alla carta stampata. Il pezzo di Porro, che per ora si ritrova solo nella versione cartacea del Giornale, recita:

“Qualcuno ci deve spiegare come sia possibile che per salvare la fabbrica Fiat di Termini Imerese e i suoi 1.500 dipendenti il governo sia disponibile a mettere sul piatto della bilancia insieme alla Regione Sicilia 760 milioni di euro. Tanto quanto servirebbe a tagliare l’Irap per tutte le microimprese, rilevando la franchigia. Toc toc: qualcuno ce lo spieghi. Con quale criterio si pensa di commettere in eterno gli errori del passato?”

Già. Ben destati, colleghi.