Il ministro Rotondi esalta le “veline” (vecchie e nuove) di Berlusconi. E non si vergogna

Il più solerte, patetico fino al midollo, è risultato il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo Gianfranco Rotondi. Il sempiterno “democrociato”, a mesi alterni è obbligato (per contratto?) a dare il proprio colpetto di tosse per dire che c’è ancora e che resta inossidabile la cieca fiducia nel padre/padrone del Pdl e del Governo.

Il più solerte, patetico fino al midollo, è risultato il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo Gianfranco Rotondi.

Il sempiterno “democrociato”, a mesi alterni è obbligato (per contratto?) a dare il proprio colpetto di tosse per dire che c’è ancora e che resta inossidabile la cieca fiducia nel padre/padrone del Pdl e del Governo.

A due mesi dalle elezioni, Rotondi alza lo “scudocrociato” per la storica affermazione sulle candidature nei vari listini delle Regionali: “Berlusconi non candida veline, ma donne giovani e impegnate”.

Visti i precedenti (il “ciarpame” …), e visti i primi nomi delle potenziali candidate, non si può dire che il perspicace Rotondi menta: le candidate sono giovani e sono…” impegnate”.

Il ministro spezza una lancia anche a difesa delle “veline” già parlamentari: “Sono loro le più assidue in Parlamento ed è grazie a loro che il governo realizza il suo programma. Meglio loro di tanti maschi in carriera che, eletti con noi, saltano le votazioni e qualche volta passano pure dall’altra parte”.

Grazie ministro Rotondi, finalmente è tutto chiaro.

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