Ore 12 – Di Pietro “cuoce” a fuoco lento il Pd

Sarà ruvido nell’atteggiamento e grammaticalmente zoppicante nell’eloquio, Antonio Di Pietro. Ma non si può dire che il leader dell’Idv non sia politicamente efficace. Ha da poco stretto la mano allo spaurito Bersani per un nuovo patto d’acciaio antiberlusconiano. Come niente fosse, l’ex pm tiene sui carboni accesi il Pd. A dirla tutta lo sta cuocendo

Sarà ruvido nell’atteggiamento e grammaticalmente zoppicante nell’eloquio, Antonio Di Pietro. Ma non si può dire che il leader dell’Idv non sia politicamente efficace.

Ha da poco stretto la mano allo spaurito Bersani per un nuovo patto d’acciaio antiberlusconiano. Come niente fosse, l’ex pm tiene sui carboni accesi il Pd.

A dirla tutta lo sta cuocendo a fuoco lento.

Gli esempi più eclatanti giungono da Bologna e dalla Campania. Nella regione del boss Bassolino, il neo candidato del Pd riceve la stroncatura dell’Italia dei Valori, che ritiene la scelta dello “sceriffo” De Luca “una provocazione”, in quanto indagato per una variante urbanistica di 12 anni fa legata ad una vertenza di lavoro voluta all’epoca dal sindaco di Salerno per salvare 200 posti all’Ideal Standard.

A Bologna, approfittando della bufera nel Pd, Di Pietro candida alla guida della città roccaforte dell’ex Pci, l’imprenditrice bresciana Silvia Mura, già eletta deputata nelle liste dell’Idv grazie all’apparentamento con il Pd concesso allora dal … “furbo” Veltroni.

Uno schiaffo a Bersani, il quale è costretto a mandare giù nuovi rospi. Ovvio che l’ex pm dimentichi come fu eletto senatore nel 1997 (grazie a D’Alema) nel blindatissimo collegio del Mugello e dimentichi come nel 2008 l’Idv riuscì a saltare lo sbarramento del “porcellum”, grazie all’apparentamento concesso dal Pd. Tant’è.

I colpi bassi di Tonino hanno un obiettivo: incrementare il carniere elettorale dell’Idv portando via voti al Partito democratico. Una volta si sarebbe detto, è la guerra fra “poveri”. E’ la nuova via dell’antiberlusconismo. Si sa già come finirà.