Polisblog incontra Almir San Martin, uno dei sostenitori dello sciopero degli immigrati

Prosegue il ciclo di interviste organizzate da polisblog.it per capire meglio le storie delle persone che hanno deciso di aderire allo sciopero degli immigrati. Previsto per il prossimo 1° marzo. Dopo l’intervista a Stefania Ragusa e a Daimarely Quinterno vi proponiamo oggi quella ad Almir San Martin. Perchè hai deciso di fare parte dello sciopero



Prosegue il ciclo di interviste organizzate da polisblog.it per capire meglio le storie delle persone che hanno deciso di aderire allo sciopero degli immigrati. Previsto per il prossimo 1° marzo. Dopo l’intervista a Stefania Ragusa e a Daimarely Quinterno vi proponiamo oggi quella ad Almir San Martin.
Perchè hai deciso di fare parte dello sciopero degli immigrati?

Ho deciso di far parte di questa iniziativa perché sono stufo di essere trattato diversamente dai concittadini italiani. Sono stufo di dovere passare tra le strade e di essere percepito come un diverso. Sono stufo di non avere gli stessi diritti di alcuni italiani.

Sono stufo di non poter esprimere il mio diritto di voto. Sono stufo di non sentirmi italiano dopo 15 anni che sono in Italia.


Di dove sei?

Perù.

Che lavoro fai?

Faccio l’educatore in una comunità psichiatrica.

Sei stato vittima di episodi razzisti?

Nel momento in cui mi sono presentato in alcuni concorsi a parità di merito con altre persone la mia conoscenza è stata sottovalutata perché sono un cittadino che viene da un altro paese. La mia esperienza di studio non viene valorizzata.

Ho dovuto fare qui 3 anni e mezzo di studio, in Perù ne avevo già fatti 5. Lavorare e studiare è stata una cosa durissima ma ho dovuto farlo. Io abito a Bergamo. Qui gli immigrati sono visti ancora come braccia e non come cervelli. Ma sono arrivati tantissimi cervelli.

Cosa ne pensi del provvedimento del Ministro dell’Istruzione secondo il quale nelle classi italiane la presenza di stranieri non dovrebbe essere superiore al 30%?

Ennesimo episodio razzista di questo paese. Non si può pensare di non considerare le persone che daranno un futuro a questo paese. Già il Presidente del Consiglio ha negato la multiculturalità di questo paese. In Italia è il paese con il più basso indice di riproduzione al mondo. Le nuove generazioni verranno formate anche dagli immigrati o delle nuove coppie miste.

Se potessi votare chi sceglieresti?

Nessuno. La sinistra non è stata all’altezza. Ancora dal 2002 abbiamo la legge Bossi-Fini. Sta rinascendo dopo 40 anni la democrazia italiana. Non credo che la religione debba essere portata in politica. L’Italia è un paese repubblicano. L’Udc sta puntando al voto di queste persone che si definiscono cattoliche.

Non credo a certe politiche “dai il panino al poverino”. Le persone che arrivano qui hanno bisogno di accoglienza. Gianfranco Fini ci ha visto lungo proponendo l’apertura del voto agli immigrati. Quando uscirà dalla maggioranza si potrebbe prendere parte di questi voti.
La questione degli immigrati potrebbe sbilanciare la politica italiana.

Cosa ti auguri per i tuoi figli?

Io mi auguro che l’Italia possa aprire le porte dandogli le stesse opportunità di un bambino italiano.