Ore 12 – Casini, “figliol prodigo” del pragmatico Berlusconi?

Le “giravolte” sono la costante della politica italiana. Ma sono quasi sempre l’effetto di qualcosa o qualcuno che le ha generate. Adesso Pierferdinando Casini, anticipando il cambio di “linea” politica, rifà lo slogan e l’Udc si riposiziona: “contare” al Sud e “contarsi” al Nord. In poche parole, sganciarsi da Bersani e riavvicinarsi a Berlusconi, cioè

Le “giravolte” sono la costante della politica italiana. Ma sono quasi sempre l’effetto di qualcosa o qualcuno che le ha generate.

Adesso Pierferdinando Casini, anticipando il cambio di “linea” politica, rifà lo slogan e l’Udc si riposiziona: “contare” al Sud e “contarsi” al Nord.

In poche parole, sganciarsi da Bersani e riavvicinarsi a Berlusconi, cioè prendere il potere (alleati del Pdl) nel mezzogiorno e prendere più voti possibile sopra il Po, (correndo per lo più da soli) in funzione anti-Lega, strizzando l’occhio al Cavaliere.

La “svolta” è soprattutto il frutto di un Pd (partito “fallito”, dice il sindaco democrat di Torino Chiamparino!…) che non “tiene”, spinto verso un inseguimento miope della società civile e di un populismo privatistico, prigioniero di gruppi e gruppetti, stretto nella morsa suicida fra casta, cacicchi e primarie.

E’ il risultato del trionfo di Vendola nelle primarie pugliesi e dell’accordo Pd-Idv.

Ma è anche lo sbocco di un Casini abile tattico (“Non possiamo immolarci un giorno sull’altare del vendolismo e un altro su quello del dipeitrismo”) ma strategicamente con il fiato corto.

Pierferdi non sa esattamente dove vuole portare l’Udc, che resta il partito “confusione”, ancora incerto nel chiudere la propria “bottega” e prendere il largo per approdare verso il nuovo “grande” partito di centro. L’Udc vuole abbattere questo bipolarismo ma, per ora, vuole spremerlo come un limone, succhiandone anche l’ultima goccia.

Per adesso, a meno di nuovi sussulti, la strategia di un nuova alleanza di centrosinistra o Ulivo 2 (da Di Pietro a Casini con il Pd baricentro) è andata in tilt.

Ora bisogna vedere fino a che punto il pragmatico Berlusconi è disponibile ad aprirsi al “figliol prodigo” centrista. L’Udc può essere molto utile al Cavaliere non solo per conquistare nuove regioni ma soprattutto per contenere l’espansivismo elettorale della Lega e le conseguenti forti ipoteche politiche. Tant’è che Bossi, leader di intuito più che di analisi, ha fiutato subito il pericolo, mettendosi di traverso.

Le bocce della politica rotolano lontano dalla gente.