Elezioni Regionali 2010: Renata Polverini querela il Fatto di Marco Travaglio

Renata Polverini ha iniziato prima di Emma Bonino la campagna elettorale per diventare il nuovo Governatore della Regione Lazio. Fatta eccezione per i conflitti tra l’Udc e il PdL la sindacalista sembrava esser pronta per vincere. Lei sui cartelloni propagandistici. La sua avversaria sulle pagine di Libero. Per Renata Polverini la conquista dell’elettorato sembrava davvero



Renata Polverini ha iniziato prima di Emma Bonino la campagna elettorale per diventare il nuovo Governatore della Regione Lazio. Fatta eccezione per i conflitti tra l’Udc e il PdL la sindacalista sembrava esser pronta per vincere.

Lei sui cartelloni propagandistici. La sua avversaria sulle pagine di Libero. Per Renata Polverini la conquista dell’elettorato sembrava davvero cosa fatta. Fino a ieri. Giorno in cui la sindacalista ha perso le staffe trasformandosi di fatto in un esponente politico.

A notarlo, per primi, sono stati i giornalisti de “Il Fatto” che Renata Polverini ha querelato sostenendo che gli attacchi del quotidiano, seppur legittimi, sono stati nei suoi confronti troppo insistenti.

“C’è – si legge nella nota pubblica scritta da Renata Polverini alla redazione de “Il Fatto” – un limite alla polemica politica e al sacrosanto diritto di critica e di cronaca. Quando il limite si varca – come è avvenuto nei pezzi offensivi e scandalistici costruiti contro di me – le persone perbene devono difendere la propria onorabilità. Per questo ho dato mandato ai miei legali di procedere nei riguardi de Il Fatto”.

I politici querelano spesso i giornalisti, non è certo un caso che Concita De Gregorio abbia motivato l’aumento dell’Unità spiegando che parte di quei 20 centesimi servivano al quotidiano per difendersi dalle accuse di Silvio Berlusconi.

Ma a minare la credibilità di Renata Polverini non è solo uno scontro muscolare con la stampa. Anche i genitori laziali hanno deciso di non dissentire pubblicamente.

Stando alla lettera pubblica riportata da Massimo Mantellini sul suo blog e commentata dal direttore de l’Espresso la sindacalista avrebbe rilasciato un’intervista video in una scuola pubblica di Roma senza che i responsabili dei minori presenti avessero ricevuto delle informazioni dal direttore del circolo scolastico.

Probabilmente la signora non ha ancora capito che nel 2010 certi comportamenti oltre a non essere civili non si possono nascondere.

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