Processo per la morte di Stefano Cucchi: oggi altri otto testimoni, inclusi i familiari della vittima e due carabinieri

Seconda udienza del processo per la morte di Stefano Cucchi: sentiti i familiari della vittima, due carabinieri e tre infermieri. 12 le persone imputate nel processo

E’ ripreso questa mattina, davanti alla III Corte d’Assise di Roma, il processo relativo alla morte di Stefano Cucchi, il geometra romano di 31 anni deceduto il 22 ottobre 2009 nel reparto penitenziario dell’ospedale Sandro Pertini di Roma una settimana dopo il suo arresto per possesso di droga.

Dopo gli otto testimoni sentiti il 28 aprile, oggi sarà la volta dei familiari del giovane – il padre Giovanni, la madre Rita e la sorella Ilaria – ascoltati dai pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy.

Nel corso dell’udienza è stata fatta sentire la registrazione audio dell’udienza di convalida dell’arresto di Stefano Cucchi, avvenuta il 16 ottobre 2009, la mattina successiva al suo arresto.

Non riesco a parlare bene. Ho altri precedenti penali, però non per droga. Per prima cosa voglio dire che sono tossicodipendente. Compro il metadone, ma non vado al Sert perché ho avuto discussioni con alcune persone e nun ce posso and à. Soffro di epilessia, celiachia e anemia. Mi dichiaro innocente per quanto riguarda lo spaccio; mi dichiaro colpevole per quanto riguarda la detenzione.

Sentiti in mattinata, invece, due carabinieri e tre infermieri che, tra il 15 e il 16 ottobre, intervennero nella stazione dei carabinieri di Tor Sapienza, dove Cucchi ha passato la notte del suo arresto. Tra questi c’è il carabiniere Pietro Schirone:

Notai che aveva il viso gonfio e macchie sotto gli occhi. Gli domandai come mai e mi rispose che lo avevano menato suoi amici. […] Non credo sia stato pestato, ma qualche schiaffo si. Certo è che il collega piantone mi disse che la notte Cucchi aveva dato fastidio perché aveva sbattuto la testa contro il muro della cella, che avevano chiamato l’ambulanza e che lui non si era fatto refertare. Mi disse che soffriva di epilessia. Credo che un mio collega gli diede una mano per salire le scale che dalle celle della stazione dei carabinieri portano all’uscita.

L’altro militare sentito oggi è il maresciallo Danilo Spinoso, che vide Cucchi in tribunale, la mattina successiva al suo arresto:

Si vedeva che soffriva di anoressia, ricordo benissimo la sua magrezza, ma non lasciava trasparire alcuna sofferenza. Aveva un leggero rossore intorno agli occhi e camminava regolarmente.

Poi è intervenuto Francesco Ponzo, infermiere del 118 chiamato il 16 ottobre nelle caserma dei carabinieri di Tor Sapienza:

Trovai Stefano Cucchi disteso sul letto rivolto verso il muro e coperto fino alla testa. Mi disse: ‘Non ho nessun tipo di problema, non ho bisogno del 118’. Inizialmente riuscii a prendergli il battito e la pressione erano normali. Quando tirai giù la coperta che lo copriva riuscii a guardarlo 3 o 4 secondi in faccia. Vidi sotto i suoi occhi un arrossamento. Gli dissi ‘Vieni con me, andiamo in ospedale, se vuoi parliamo’, ma lui rispose che non ne aveva bisogno. Per la mia insistenza, lui si irritò. Alla fine, andammo via’.

L’udienza è ancora in corso. Vi ricordiamo che le persone imputate nel processo sono 12, accusate a vario titolo di lesioni aggravate, abuso di autorità nei confronti di arrestato, falso ideologico, abuso d’ufficio, abbandono di persona incapace, rifiuto in atti d’ufficio, favoreggiamento e omissione di referto.

Si tratta dei sei medici che ebbero in cura il giovane (Aldo Fierro, Silvia Di Carlo, Flaminia Bruno, Stefania Corbi, Luigi De Marchis Preite, Rosita Caponetti), di tre infermieri (Giuseppe Fluato, Elvira Martelli e Domenico Pepe) e di tre guardie carcerarie (Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici).

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