Elezioni regionali 2010: le primarie in puglia viste da thefrontpage

Thefrontpage è un sito interessante. Curato da Claudio Velardi e Fabrizio Rondolino (entrambi ex collaboratori di Massimo D’Alema), nei giorni scorsi si è distinto per la difesa ad oltranza della politica dalemiana in Puglia. Cioè della decisione di sostenere alle primarie Francesco Boccia. Decisione a dir poco funesta. Infatti Vendola ha vinto con largo margine.

di bruno


Thefrontpage è un sito interessante. Curato da Claudio Velardi e Fabrizio Rondolino (entrambi ex collaboratori di Massimo D’Alema), nei giorni scorsi si è distinto per la difesa ad oltranza della politica dalemiana in Puglia. Cioè della decisione di sostenere alle primarie Francesco Boccia.

Decisione a dir poco funesta. Infatti Vendola ha vinto con largo margine. Per Boccia è stata una catastrofe. Come ha scritto Marco Travaglio sul Fatto:

“C’è un che di pervicacemente odioso nel comportamento degli elettori pugliesi del Pd. Alle primarie di cinque anni fa D’Alema ordina di votare Boccia e loro votano Vendola al 51%. Ora D’Alema riordina di votare Boccia e loro rivotano Vendola, ma al 75%. Percentuale che a Gallipoli, casa D’Alema, sale all’80 […]”

Dicevamo di thefrontpage. Un articolo in particolare è degno di nota: “l’antifascismo di Massimo D’Alema”. A firma FR (Fabrizio Rondolino?). Già il titolo promette bene, ma il testo è ancora meglio:

“In democrazia, la politica non è soltanto lo strumento per amministrare, governare e trasformare le cose: è anche (e forse soprattutto) lo stratagemma necessario a mantenere aperto lo spazio democratico”

Sbagliato. La politica infatti può anche essere “totale” o “totalitaria” ( come nella Germania nazista o nella Russia comunista).

“La politica è l’antidoto (democratico) al populismo, alla demagogia, all’anarchia, al plebiscitarismo, alla dittatura della maggioranza”

Sbagliato ancora. La politica può essere populista, demagogica, plebiscitaria (do you remember Arcore?) Potremmo continuare per ore, ma l’obiettivo dell’articolo è chiaro: difendere la politica di Massimo D’Alema. Politica che, lo ricordiamo, ha fatto perdere Boccia e ha portato Vendola alla candidatura per la carica di governatore. Però secondo FR, D’Alema “sta cercando di ricostruire a sinistra una cultura politica democratica”, e “come il capitano del Titanic, rimarrà fino all’ultimo sulla tolda della nave che affonda, mentre i suoi avversari continueranno a ballare spensierati al suono dell’orchestrina”.

Il capitano D’Alema, che fece cadere il governo Prodi nel 1998 per sostituirlo col governo D’Alema. Il capitano che perse rovinosamente le elezioni regionali del 2000 e fu costretto alle dimissioni da Palazzo Chigi. Il capitano coinvolto nello scandalo Unipol e “obbligato”, secondo alcuni, a non presentarsi alle primarie del 2007. Il capitano che ha riabilitato Craxi. Il capitano dell’inciucio della Bicamerale con Berlusconi.

Tornando a FR, l’articolo è pieno di errori politici e storici (“Gli eventi del ’92-’94, che hanno portato alla decapitazione per via giudiziaria della classe politica democratica che aveva sconfitto il fascismo”, frase degna del miglior Cicchitto), ma va letto insieme ad un altro, anch’esso sublime: “il PD deve scegliere: le primarie o la politica” Ecco il capolavoro:

“Si sapeva che la possibile vittoria di Vendola avrebbe significato il de profundis dell’alleanza con l’Udc. E si sapeva pure – anzi D’Alema lo ha ripetutamente sostenuto – che questo avrebbe ridotto le possibilità del centrosinistra in Puglia. […] Hanno sottoposto a referendum l’alleanza con l’estrema sinistra o quella con l’Udc. E hanno scelto la prima. Non gli importa di perdere. Ad una larga parte del Pd (specie nel Sud) risulta attraente anche la sconfitta e l’autodafè. Purchè avvenga nella grande ubriacatura affabulatoria dell’eterna sinistra e del mito democraticista delle… primarie.”

Ottimo. C’è però un piccolo dettaglio. Lo statuto del PD dice, all’articolo 18 comma 4 che “vengono in ogni caso selezionati con il metodo delle primarie i candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione. Qualora il Partito Democratico concorra con altri partiti alla presentazione di candidature comuni per tali cariche, valgono le norme contenute nell’articolo 20 del presente Statuto”.

E l’articolo 20 cosa dice? Eccolo: “qualora il Partito Democratico stipuli accordi pre‐elettorali di coalizione con altre forze politiche in ambito regionale e locale, i candidati comuni alla carica di Presidente di Regione, Presidente di Provincia o Sindaco vengono selezionati mediante elezioni primarie aperte a tutte le cittadine ed i cittadini italiani […] i quali al momento del voto dichiarino di essere elettori della coalizione che ha indetto le primarie”

Insomma, il problema è degli elettori che votano, non dei leader che non ne azzeccano una. Chiaro, no?

Foto | Flickr

I Video di Blogo

Razzismo sul treno Milano-Verona: il video di una passeggera