Napoli: arrestati 13 presunti fiancheggiatori clan Casalesi tra cui 3 poliziotti

Tra i 13 arrestati dalla Squadra mobile di Napoli anche 3 colleghi

di remar


Tredici presunti fiancheggiatori del boss del clan dei Casalesi Giuseppe Setola, detenuto in regime di 41 bis, sono stati arrestati questa mattina. L’operazione è stata eseguita dalla Dia e dalla Squadra mobile della questura di Napoli. Contestualmente sono stati sequestrati beni per 8 milioni di euro.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state firmate dal gip Nicola Miraglia su richiesta dei pm Antonello Ardituro, Giovanni Conso, Catello Maresca, Alessandro Milita e Cesare Sirignano.

Tra gli arrestati ci sono anche 3 poliziotti. Uno – del Nucleo piantonamenti – è accusato di truffa aggravata. Durante l’orario di servizio per l’accusa lavorava come gestore di una discoteca, ora sotto sequestro, di proprietà di Luigi Russo, attualmente in carcere.

Russo è accusato di aver ospitato nelle strutture sequestrate, tra cui alberghi e altri locali pubblici, ricercati e presunti killer del clan dei casalesi, compreso Setola. Gli altri due agenti, della Polstrada, sono accusati di intestazione fittizia di beni.

Anche altri poliziotti lavoravano come buttafuori nella discoteca sequestrata, non sono indagati ma subiranno provvedimenti disciplinari. Gli agenti arrestati rispondono ai nomi di Dario Cinquegrana, di 37 anni, Armando Ciaravola, di 32, e Achille Giugliano di 36 anni. Scrive Il Mattino:

tutti e tre con il grado di assistente capo, hanno continuato a lavorare per conto della famiglia Russo anche dopo l’arresto di Luigi per associazione mafiosa «spingendosi fino alla totale amministrazione dei suoi beni». Lo ha sottolineato, nel corso della conferenza stampa che si è svolta in Procura, a Napoli, il procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho.

«Nessuna scusante». «Per questo motivo – ha sottolineato il capo della squadra Mobile Vittorio Pisani – i poliziotti non hanno alcuna scusante». Il procuratore Cafiero de Raho, tuttavia, ha rimarcato l’importanza del fatto che sono stati i loro stessi colleghi della squadra mobile a identificarli e arrestarli.

Questo l’elenco dei beni sequestrati:

La DIA, coordinata dal capocentro, il vice questore Maurizio Vallone, ha invece svolto indagini definite da Cafiero de Raho «particolarmente ampie e complesse» che hanno consentito di sequestrare beni per un valore di oltre 8 milioni. Oltre a «El Divino», infatti, sono stati posti sotto sequestro anche il campeggio «International Camping Resort Village», utilizzato nel luglio del 2008 dal gruppo di fuoco di Giuseppe Setola come base operativa per eseguire l’omicidio di Raffaele Granata, il gestore di un lido balneare che si era ribellato a un’estorsione; l’albergo «Flag», utilizzato dal gruppo stragista di Setola come rifugio e luogo di ritrovo; il complesso turistico-alberghiero «Blue Moon»; un distributore di carburante e un bar di Castel Volturno (Caserta) e le due società attraverso le quali operava la discoteca «El Divino».

Foto | Il Mattino

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