Beppe Grillo:”Io l’erede dei partigiani”

Vi ricordate il V-Day? Si, era una cosa successa l’otto settembre scorso. C’era stata un sacco di gente che aveva raccolto firme, protestato, aveva avuto voglia di giustificare la propria esistenza su questo pianeta sentendosi per un giorno parte di qualcosa. Bene: poi che cosa è successo? Qualche prima pagina di giornale. E poi ancora?


Vi ricordate il V-Day? Si, era una cosa successa l’otto settembre scorso. C’era stata un sacco di gente che aveva raccolto firme, protestato, aveva avuto voglia di giustificare la propria esistenza su questo pianeta sentendosi per un giorno parte di qualcosa.

Bene: poi che cosa è successo? Qualche prima pagina di giornale. E poi ancora? Qualche lista ridicola copiata da cognome di un comico genovese. Qualche dichiarazione. Qualche “solita campagna” che non porta a nulla. Le voci contro. Le voci a favore. E anche qualcuno come Enrico Milic, che si studia il fenomeno con cura.

Ora; a Torino c’è questa manifestazione ufficiale per il 25 aprile. E Grillo salta su – e sul Corriere – e dice

“Siamo noi gli eredi dei partigiani, solo che utilizziamo metodi più moderni, solo che siamo anche capaci di scendere in piazza”

No. Così non va bene. Non si deve scendere in piazza per cambiare le cose. Perchè quella è sempre la solita stramaledetta solfa della negatività in trompe l’oeil che il Potere ha ampiamente previsto, instradato, e che controlla agevolmente.

I partigiani non scendevano in piazza. I partigiani sparavano. E’ un pò diverso.

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