Elezioni Regionali: il Pd prova le primarie per disperazione anche in Calabria e Campania?

La vittoria di Nichi Vendola alle primarie pugliesi ha dimostrato quanto è stato mal gestito l’avvicinamento del Pd a queste elezioni regionali. E il caso pugliese non è stata che la punta di un iceberg di una strategia spesso dilettantesca soprattutto al Centro Sud.Nel Lazio c’è stato un incredibile ritardo che ha consentito a Emma


La vittoria di Nichi Vendola alle primarie pugliesi ha dimostrato quanto è stato mal gestito l’avvicinamento del Pd a queste elezioni regionali. E il caso pugliese non è stata che la punta di un iceberg di una strategia spesso dilettantesca soprattutto al Centro Sud.

Nel Lazio c’è stato un incredibile ritardo che ha consentito a Emma Bonino di inserirsi, in Umbria la possibile deroga per il terzo mandato della governatrice Lorenzetti è stata usata strumentalmente per beghe interne tra le varie correnti, in Campania è una lotta infinita senza soluzione, in Calabria le primarie erano state bloccate per un ipotetico accordo con l’Udc che si è rivelato essere solo un’illusione.

Proprio in queste ultime due regioni il Pd sull’onda del “non so come risolvere la situazione” proverà come fatto con la Puglia a tirar fuori dalla polvere le primarie. Questa pare essere l’intenzione delle rispettive dirigenze regionali democratiche: il continuo rinvio della decisione, i litigi esasperati tra le varie fazioni, la difficoltà nel gestire le divergenze e la mancanza di polso della dirigenza nazionale producono solo disastri comunicativi.

Per questo motivo si tirano fuori le primarie per disperazione e non per convinzione; uno strumento amatissimo dalla base sembra essere usato esclusivamente come ultimo strumento per uscire dal pantano e non come mezzo principe per le scelte dei candidati.

In Campania dove l’Udc non si è ancora ufficialmente sbilanciato verso una coalizione (ma quasi sicuramente appoggerà Caldoro del Pdl) la lotta è tutta tra Bassolino e il sindaco di Salerno De Luca. I due non si sono mai amati e mettono veti reciproci all’ipotesi di un bassoliniano o direttamente di De Luca candidato. Questo ritardo è veramente incredibile e deleterio, soprattutto considerando che la popolarità del centrosinistra in regione è ai minimi.

In Calabria le primarie erano state addirittura regolate da una legge regionale ma quando si è aperto un piccolo spiraglio per un accordo con i centristi con la candidatura del parlamentare Udc Occhiuto è subito successo un putiferio con Loiero, governatore uscente, assolutamente contrario alla concessione della presidenza. La speranza dell’accordo con l’Udc è crollata miseramente dopo pochi giorni visto che Casini ha praticamente definito l’alleanza con Scopelliti, candidato governatore per il centrodestra. Insomma anche qui le primarie diventano un ripiego, messe nel cassetto di fronte a un’ipotesi molto poco sostanziosa e ritirate fuori per mancanze di alternative.

Fortunatamente il Pd può contare su degli elettori che nonostante i disastri dei big del partito non mancano di dimostrare il proprio apprezzamento per questo strumento.

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