Belgio: scarcerazione Michelle Martin, l’ex moglie complice del mostro di Marcinelle

Belgio sotto shock, rabbia da parte dei parenti delle vittime. Profili contro la scarcerazione su Facebook

di remar


Indignazione in Belgio per l’annunciata scarcerazione di Michelle Martin, l’ex moglie del “mostro di MarcinelleMarc Dutroux che tra il 1985 e il 1996 sequestrò 6 ragazze tra gli 8 e i 19 anni per poi abusarne sessualmente.

Due di loro, di soli 9 anni, dopo essere state rapite, segregate e violentate vennero lasciate morire di fame e sete nella cantina dell’abitazione di Dutroux. Al processo Michelle Martin prese 30 anni, perché ritenuta complice delle atrocità commesse dal marito, condannato invece all’ergastolo.

Ora secondo la legge belga la donna, reclusa dal ’96, può lasciare il carcere perché ha scontato un terzo della pena. La richiesta avanzata dai suoi legali è stata accolta.

Il procuratore generale di Mons, città in cui si è svolto il processo, non ha presentato ricorso in cassazione perché la procedura è stata “completamente regolare”, nessun vizio di forma.

Ieri Stefaan De Clerck, titolare del dicastero della giustizia belga, ha affermato che la scarcerazione non sarà immediata, ma potrà avvenire solo una volta prese le misure necessarie a un monitoraggio efficace della libertà condizionata.

Le sue parole ovviamente non hanno placato l’indignazione dei parenti delle vittime di Dutroux. Intanto Parigi ha fatto sapere che non è disposta ad accogliere Michelle Martin in regime di libertà condizionata in un convento francese come aveva chiesto la donna.

Il ministro della giustizia in ogni caso ha precisato che non è pervenuta nessuna richiesta ufficiale da parte del suo omologo belga. 7sur7 ricorda che la Francia ha comunque sottoscritto la convenzione di Strasburgo del 30 novembre 1964 sulla sorveglianza delle persone condannate o liberate con la condizionale.

Via | 7sur7

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