Emergenza rifiuti a Napoli: ma non sotto casa di Bassolino

In queste ore sta per partire il primo consiglio dei ministri, a Napoli, come ovvio tirata a lucido, per quanto possibile. I roghi e le proteste di piazza, con i cassonetti rovesciati che non lasciano passare neanche le ambulanze, sono ricordi ancora vivi nella memoria di tutti. Ha un solo nome tutto questo esasperazione. Il

In queste ore sta per partire il primo consiglio dei ministri, a Napoli, come ovvio tirata a lucido, per quanto possibile. I roghi e le proteste di piazza, con i cassonetti rovesciati che non lasciano passare neanche le ambulanze, sono ricordi ancora vivi nella memoria di tutti. Ha un solo nome tutto questo esasperazione.

Il centro è pulito. S’imbocca Corso Umberto, l’università, torna qualche cumulo. Compare un manifesto, solo tre parole: «Berlusconi santo subito». Il Borgo degli Orefici, si paga pizza e bibita cinque euro. I rifiuti tornano pochi. Più ci si avvicina a via Duomo, la strada dove abita il sindaco Iervolino, più spariscono i sacchetti. Forcella, regno dei Giuliano, la famiglia camorristica che aveva spesso ospite Maradona. Bisogna togliersi il casco e togliersi anche gli occhiali da sole. È necessario mostrare dove si guarda, ed è meglio non guardare nessuno. Dedalo di vicoli, budella di stradine, labirinto di sanpietrini. Strada e marciapiede sono un’unica cosa. Una sola regola: andare piano, può sfrecciare solo chi è di casa che qui si può permettere di tutto. C’è puzza, ma è una puzza normale. La puzza di Marrakesh, le spezie africane come il ragù partenopeo

Oggi su Il Tempo c’è questo interessante reportage nella Napoli che è diventata Rifiutopoli, leggetelo, molto interessante. Come sempre, siamo tutti uguali, ma c’è qualcuno più uguale degli altri. Qui sopra uno degli ultimi video caricati su youtube: la situazione monnezza in quel di Ponticelli, si proprio la zona del progrom anti-rom della scorsa settimana.

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