Crocefisso nelle scuole. Gianni Letta contro la decisione di Strasburgo

La crociata del Governo contro chi amministra la giustizia potrebbe essere tollerabile, o perlomeno comprensibile, se Silvio Berlusconi e compagni fossero indipendenti. Fino in fondo e non come tentano di esserlo ora.Durante un momento storico benedetto, più che dalla coscienza collettiva, dal Vaticano. A pochi giorni dall’incontro tra Silvio Berlusconi e il Cardinal Ruini (i



La crociata del Governo contro chi amministra la giustizia potrebbe essere tollerabile, o perlomeno comprensibile, se Silvio Berlusconi e compagni fossero indipendenti. Fino in fondo e non come tentano di esserlo ora.

Durante un momento storico benedetto, più che dalla coscienza collettiva, dal Vaticano. A pochi giorni dall’incontro tra Silvio Berlusconi e il Cardinal Ruini (i due si sarebbero visti per affossare la candidatura alla presidenza della Regione Lazio di Emma Bonino), Gianni Letta polemizza con Strasburgo per il crocefisso.

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio starebbe studiando un ricorso affinché in Italia, paese laico fino a prova contraria, sia permesso l’esposizione del crocefisso nelle scuole dove è scomparsa anche la geografia.

La crociata politica di Gianni Letta è stata accolta positivamente dalla Cei tanto che per il Cardinal Bagnasco l’eliminazione di tutti i simboli religiosi dalle aule è frutto del “sentire popolare”.

Al di là del credo personale di ognuno di noi l’attenzione, spropositata, del Governo agli interessi del Vaticano è dannosa non solo per la laicità dello Stato.

Finché non si deciderà una base comune a tutti, italiani e stranieri, difficilmente si riuscirà ad attuare una vera integrazione. È inutile salvare una ragazza dalle mani, violente, di un padre che la voleva in sposa perché nella sua religione si usa così se poi noi, concittadini di Cristoforo Colombo, non riusciamo a viverci civilmente il nostro credo.

Fino a prova contraria a Rosarno, contro le associazioni malavitose, si sono ribellati gli immigrati. Non gli italiani. Chapeau.