Elezioni regionali 2010: Magdi Allam e Attilio Romita, per Il Secolo d’Italia due candidature sbagliate del Pdl

Mentre sfogliavo il mio giornale preferito, Il Secolo d’Italia, mi sono imbattuto in un pezzo di Annalisa Terranova (Ci mancava soltanto l’egiziano) che spara ad alzo zero sulla scelta di candidare Magdi Allam e Attilio Romita alle prossime regionali sotto le bandiere del Popolo della libertà.La stroncatura, che rientra sicuramente nella guerra per bande che

Mentre sfogliavo il mio giornale preferito, Il Secolo d’Italia, mi sono imbattuto in un pezzo di Annalisa Terranova (Ci mancava soltanto l’egiziano) che spara ad alzo zero sulla scelta di candidare Magdi Allam e Attilio Romita alle prossime regionali sotto le bandiere del Popolo della libertà.

La stroncatura, che rientra sicuramente nella guerra per bande che contrappone berluscones di osservanza feltriana a progressisti finiani, mette in evidenza con crudezza la vacuità politica di certe decisioni: la candidatura di Magdi Allam in Basilicata (ammesso e non concesso che l’uomo conosca qualcosa del territorio che si candida ad amministrare, mentre siamo certi che gli abitanti della Basilicata non sanno nemmeno della sua esistenza) rappresenterebbe pertanto un errore politico e una leggerezza. […] Allam, eletto eurodeputato nelle fila dell’Udc, è diventato un simbolo di un certo modo di intendere la politica: il suo è uno stile che induce al conflitto, alla diffidenza, alla difesa di identità sclerotizzate. […] La candidatura di Allam avrebbe come conseguenza immediata quella di riportare il centrodestra, in tema di immigrazione, integrazione e diritti, su posizioni più retrive di quelle leghiste, che almeno si ammantano solo di slogan propagandistici e non della pericolosa aureola fideistica da neoconvertito con cui Allam circonda le sue interessate antipatie per l’Islam e il mondo arabo.

Una cannonata niente male! A cui si aggiunge quella verso il mezzobusto del Tg1, Attilio Romita: Il discorso va a parare dritto dritto su un problema già affrontato quando si discusse delle candidature alle elezioni europee e delle famose “veline”. Con una pletora di “nominati” un partito, anche se ha una leadership forte e indiscussa, non va da nessuna parte. Non produce politica, non produce idee. Dopo l’incidente-veline si era sperato che si corresse subitaneamente ai ripari. Invece il vizietto antico torna a mordere…

Ultime notizie su Elezioni regionali

Tutto su Elezioni regionali →