Aosta, omicidio Paolo Morandini: si cerca l’arma del delitto

Si attendono gli esiti degli esami scientifici del RIS sulle tracce trovate nel laboratorio dello scultore ucciso

di remar


Paolo Morandini, lo scultore 67enne ucciso venerdì scorso ad Aosta, è stato colpito a morte con un oggetto contundente nella sua casa-laboratorio. Ne sono convinti i carabinieri che hanno rilevato diverse tracce ematiche nell’abitazione, nonostante l’incendio divampato dopo il delitto.

“Queste tracce sono tutte localizzate all’interno del monolocale – ha spiegato ieri pomeriggio Guido Di Vita, comandante dei Gruppo carabinieri Aosta – quindi riteniamo che il violento pestaggio che ha provocato la morte dello scultore sia avvenuto proprio in quel luogo”.

Non è escluso che Morandini sia stato ucciso con uno degli oggetti in legno presenti nel laboratorio, il che potrebbe far pensare a un omicidio non premeditato.

“Per il momento – ha detto il procuratore capo di Aosta riferendosi all’arma del delitto – non siamo ancora in grado di dire con certezza quale sia, perché stiamo esaminando più oggetti presenti sulla scena del crimine”. “Qualunque movente di natura sessuale” è stato scartato.

Lite o rapina degenerata in tragedia le piste battute con maggiore convinzione dagli investigatori . “E’ presto per dire se ci sia stato, o meno, anche un furto perché l’inventario del materiale trovato nel grande disordine dell’appartamento non è ancora concluso e andrà avanti ancora per alcuni giorni”.

“Al momento, stiamo seguendo più piste e siamo ancora in attesa degli esiti dettagliati della consulenza medico legale e degli accertamenti del RIS dei Carabinieri” ha aggiunto il procuratore Marilinda Mineccia.

Via | Aosta Sera