Ore 12 – La guerra “insensata” di Berlusconi (e Di Pietro). Ma un senso ce l’ha …

Mentre Antonio Di Pietro (quando afferma che la nostra Repubblica è diventata un “regime fascista, piduista e anche mafioso”) è solo uno “sfascista” che gioca al “tanto peggio tanto meglio” per succhiar voti al Pd in apnea e alla sinistra latitante, Silvio Berlusconi (quando grida che nelle aule di giustizia italiane sono annidati “plotone di

Mentre Antonio Di Pietro (quando afferma che la nostra Repubblica è diventata un “regime fascista, piduista e anche mafioso”) è solo uno “sfascista” che gioca al “tanto peggio tanto meglio” per succhiar voti al Pd in apnea e alla sinistra latitante, Silvio Berlusconi (quando grida che nelle aule di giustizia italiane sono annidati “plotone di esecuzione” va ben oltre.

Il Premier, prima di tutto, vuole riformare la giustizia “pro domo sua”. Ma vuole esasperare politicamente i toni, in funzione elettorale. Berlusconi vuole politicizzare al massimo le elezioni regioni perché, altrimenti, lui e il Pdl ne escono con le ossa rotte.

Di fatto, il partito del predellino, sul territorio non esiste. E quando c’è, è un groviglio di vipere. O un vespaio.

Al Nord, due regioni “chiave” quali Veneto e Piemonte vengono “cedute” alla Lega. In Lombardia, Formigoni non si tocca e agisce in piena autonomia, ben lontano dai vincoli del Cavaliere e dalla cultura di Forza Italia. Nel Lazio e in Calabria è Fini a imporre i candidati (ex An) Polverini e Scopelliti. In Campania, Caldoro era e resta socialista “fuori” dal Pdl. In Sicilia, con Lombardo, peggio che andar di notte. In Emilia, Toscana e Umbria, il Pdl perde pezzi a favore della Lega, nelle Marche, solo le divisioni e la “miseria” dei gruppi dirigenti del Pdl, consente al centro sinistra di non perdere.

Dopo 20 anni, il partito del Cavaliere resta un partito di “plastica”, “sottovuoto”, che vive e vince, anche nelle elezioni locali, (ricordiamo la Sardegna …) esclusivamente grazie al suo padre/padrone.

Non esistono eredi. E’ un patrimonio politico creato, gestito e retto da Berlusconi. Dopo sarà il caos. Ma quando non si sa.