Processo breve: visto da sinistra e visto da destra

Così ieri è passato in Senato il processo breve. Lunedì, invece verrà discussa l’altra delle due leggi ad personam cucite addosso dal Cav. Vediamo di passare in rassegna alcune delle reazioni, sentendo le due campane. Per il centro sinistra, Pierluigi Bersani, segretario del PD, è stato piuttosto netto:Restera’ una macchia indelebile anche se la battaglia

Così ieri è passato in Senato il processo breve. Lunedì, invece verrà discussa l’altra delle due leggi ad personam cucite addosso dal Cav. Vediamo di passare in rassegna alcune delle reazioni, sentendo le due campane. Per il centro sinistra, Pierluigi Bersani, segretario del PD, è stato piuttosto netto:

Restera’ una macchia indelebile anche se la battaglia riprendera’ alla Camera. Ieri si e’ fatta la cosa peggiore che si poteva fare, distruggere la possibilità di giustizia per centinaia di migliaia di persone e cancellare centinaia di migliaia di processi per salvare una persona sola (…) Il Parlamento e’ invaso da centinaia di norme e iniziative per salvare il premier che tolgono ogni spazio alla discussione sulle riforme

E non solo. Prosegue tutto dopo il salto.

Le riforme di sistema vanno fatte, ma la destra si e’ presa la responsabilita’ di peggiorare il clima. E’ molto difficile fare una discussione seria. Il Paese non puo’ affrontare i problemi veri: si sta parlando di lavoro, fisco, temi sociali e crisi

gasparri gasparri gasparriMaurizio Gasparri per prendere qualcuno di molto loquace dall’altra parte, aveva già ieri spiegato che

La lentezza della giustizia è considerata da tutti, anche nelle solenni inaugurazioni dell’anno giudiziario, una delle cause principali della crisi della giustizia. Le proposte della sinistra erano molto più generose, avrebbero cancellato centinaia di migliaia di processi. Ma non furono approvate ed è stato un bene per i cittadini e per la giustizia. Il processo breve è solo un tassello dell’impegno della maggioranza sulla giustizia, una legge a garanzia degli onesti e a monito dei colpevoli. Il ministro Alfano ha dimostrato che questa legge impatta sull’1% dei processi

e poi, sempre Gasparri, su chi si opponeva al provvedimento:

“chiromanti che hanno diffuso dati falsi per avvelenare il dibattito. Siamo pronti alla riforma costituzionale sulla giustizia, che ci auguriamo condivisa ma siete voi che dovete fare uno sforzo di coerenza (…) La Corte costituzionale ha emesso una sentenza sul rito abbreviato, direttamente applicabile, ma a Milano alcuni togati non hanno applicato quella sentenza della Corte, a dimostrazione che non ci sono leggi ad personam ma c’è una giustizia contra personam”

schifani processo breveRenato Schifani, Presidente del Senato invece, ha preferito tacere sulle esternazioni di Berlusconi post approvazione in Senato della norma, quelle in cui parlava di “plotoni di esecuzione” nei tribunali. Schifani ha taciuto pur essendo uno dei sostenitori più accesi del provvedimento, nonché uno dei più fedeli berluscones del Palazzo:

“Non sta a me commentare queste espressioni. Sono valutazioni politiche che sfuggono alla mia competenza e conoscenza. Ieri abbiamo lavorato tanto, spero che oggi ci sia la quiete dopo la tempesta”

L’unico fuori dal coro del centro destra è Enrico Musso docente universitario di economia applicata. Ieri ha dichiarato:

“Stiamo commettendo un errore grave, quello di non ammettere pubblicamente che c’erano due obiettivi, quello della ragionevole durata dei processi e quello che è diventato una sorta di agenda nascosta, la tutela del presidente del Consiglio”

saviano proc breveDifficile non condividere quanto spiegato da Roberto Saviano sulle pagine di Repubblica: sulle pagine web del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, l’autore di Gomorra ha spiegato, in un’intervista che vi consiglio di leggere, che

Roberto Saviano, che accadrà quando il processo breve diventerà legge col voto della Camera?
“Per capirlo bisogna ricorrere ad alcune immagini. Processo Spartacus, quello che nei giorni scorsi ha portato alla condanna all’ergastolo in Cassazione per 16 boss della vecchia guardia casalese: con questa legge il primo grado non sarebbe rientrato nei tempi. Sarebbe stato impossibile dimostrare che lo Stato persegue i reati, che è in grado, magari con lentezza, di condannare i colpevoli. Ancora, col processo breve giungeranno a prescrizione i maggiori processi in corso per incidenti sul lavoro. Processi che purtroppo necessitano di tempi lunghi per via delle perizie tecniche e a causa della lentezza della macchina giudiziaria. Per non parlare in ultimo della colpa medica. Tutte le persone che hanno subito interventi medici segnati da errori o terapie sbagliate vedranno cancellato il loro processo”

Infine, ieri Daniele Capezzone, il trasformista radicale – o radicale trasformista, visti i trascorsi – ha spiegato

«Vale per la sceneggiata al Senato dell’opposizione, che finge di ignorare il dramma dei processi che non finiscono mai e vale per i soliti attacchi contro Silvio Berlusconi, con la sinistra che finge di non vedere il chiaro accanimento giudiziario in atto da anni contro il premier: per l’ennesima volta, il Pd si mostra a rimorchio dell’Italia dei Valori. Di Pietro guida, e il Pd insegue, affannosamente e malinconicamente»

concita de gregorio l'unitaPer chiudere, vi invito a leggere questo pezzo de l’Unità, in cui si spiegano i beneficiari. Come al solito, le cose sono più complicate di quanto venga mostrato apertamente. L’esempio perfetto, è il senatore Giuseppe Valentino. Conflitto di interessi al quadrato.

Tra i sicuri beneficiati dalla norma emerge, in pieno conflitto di interesse, il senatore Giuseppe Valentino, ex di An, che ha un giudizio pendente davanti alla Corte dei Conti del Lazio per una storia di sprechi e consulenze quando era sottosegretario alla Giustizia con il Guardasigilli Roberto Castelli. Bene: Valentino è anche l’autore delle norma, colui che materialmente l’ha scritta per salvare, quindi, se stesso. Altri beneficiati sono lo stesso Castelli (anche lui ha dato una mano a scrivere il testo), gli onorevole Iole Santelli e Alfonso Papa, tutti del Pdl, coinvolti in quella stagione di consulenze facili

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