All Clean 2: sequestrati beni per 12 milioni cosca Pesce Rosarno

‘Ndrangheta: sequestro beni per 12 milioni tra Milano e Rosarno a prestanome clan Pesce

di remar


Beni per oltre 12 milioni di euro ritenuti nella disponibilità di elementi di spicco della cosca Pesce di Rosarno sono stati sequestrati questa mattina dalla Guardia di Finanza a dai carabinieri. I beni sono riconducibili a Salvatore Pesce, 50 anni, “U babbu”, fratello del presunto capoclan Antonino (“Testuni” attualmente detenuto) e padre di Giuseppina Pesce che aveva avviato una importante collaborazione con i magistrati, poi interrotta.

L’altra persona cui sono stati sequestrati i beni è Claudio Lucia, in carcere a Rebibbia. Per gli inquirenti il responsabile degli investimenti della cosca in Lombardia. L’operazione odierna segue quella di fine aprile quando al clan furono sequestrati beni per 190 milioni di euro.

Nel mirino degli inquirenti società – a Rosarno, Milano e Como – di servizi nel settore dei trasporti terrestri e del commercio al dettaglio ambulante; negozi di abbigliamento, beni immobili. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Dda.

Nel dettaglio su Cn24Tv:

Società cooperativa “OPEN WORK SOC. COOP. A.r.l.”, PI04110930965, con sede a Milano, via Giuseppe Parini nr. 9, esercente l’attività di “Servizi connessi ai trasporti terrestri”
Società in accomandita “BREAK SANDWICH s.a.s. di INTAGLIATORE Savino & C.”, PI02856320136, con sede a Como, via Cadorna nr. 25, esercente l’attività di “Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti alimentari e bevande”
Società di capitali “GIOVANNA COUTURE S.r.l.”, P.I. 03004830794, esercente l’attività di “commercio al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle”;
n. 1 (uno) negozio adibito a punto vendita sito a Vibo Valentia, via J. Kennedy s.n.c.;
n. 6 (sei) laboratori per arti e mestieri, siti a Ionadi (VV);
n. 3 (tre) unità immobiliari site a Mileto (VV);
n. 1 (uno) vigneto sito a Rosarno (RC);
vari conti correnti, titoli, azioni, obbligazioni, certificati di deposito, assicurazioni;
per un valore complessivo pari ad Euro 12.120.000,00.

La cosca per anni avrebbe gestito anche una radio locale con cui venivano inviati messaggi agli affiliati detenuti:

Pesce Salvatore, attraverso un suo prestanome, aveva gestito nella città di Rosarno e senza alcuna autorizzazione, a partire dai primi anni 2000, l’emittente “RADIO OLIMPIA”. Si tratta di quella stazione radiofonica sottoposta, dagli stessi finanzieri, a sequestro preventivo d’urgenza il 28 aprile 2010, nell’ambito della nota operazione di polizia giudiziaria denominata “ALL INSIDE”. In tale contesto era, peraltro, stato evidenziato come la radio veniva utilizzata dal clan Pesce per inviare messaggi ai carcerati che, a seconda della canzone mandata in onda, ricevevano notizie sull’esecuzione di determinati ordini od attività.

Lucia Claudio è invece ritenuto il referente della cosca in Lombardia per il racket nel settore della ristorazione ambulante.

Altro soggetto di spessore nei confronti del quale si è intervenuti oggi è LUCIA Claudio – responsabile della cosca per gli investimenti in Lombardia e, in parte in territorio estero, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia, tratto in arresto, il 10 marzo scorso in Spagna a seguito di esecuzione di mandato internazionale.Dalle indagini, a suo tempo eseguite, esce ben descritto il ruolo del Lucia che viene individuato come il referente dei Pesce nella gestione del racket e del settore del ristoro ambulante in tutta la città di Milano.

Ulteriormente, sono agli atti del tribunale di Reggio Calabria specifiche indagini tecniche dalle quali si evince come il Lucia pur non essendo congiunto o appartenente al nucleo familiare dei Pesce, durante una discussione sorta in merito alla riscossione del pizzo nei confronti di altri ambulanti meneghini, venisse di fatto, da parte di un membro della cosca, paragonato ad un fratello: “….devi dirgli che Claudio è un fratello nostro, non un cugino….”. Inoltre, sempre il Lucia, risulta essere una sorta di cassaforte per il clan, considerato che si è accollato direttamente ben 120.000 euro di spese per pagare alcuni degli avvocati difensori di PESCE Salvatore e FERRARO Giuseppe.

Conferme sulle capacità finanziarie della cosca…

Relativamente alle enormi possibilità economiche e finanziarie del clan Pesce, la figura di Claudio Lucia consente di evidenziare importanti conferme visto che dallo stesso e dalla moglie rumena CULDA Amelia Ana, che negli ultimi 15 anni hanno dichiarano redditi irrisori, viene gestita una speciale Carta di Credito denominata “American Express Centurion”, conosciuta anche come “Carta nera” o “Black” – solitamente rilasciata dall’American Express a clienti particolarmente facoltosi, ovvero con una disponibilità di credito rientrante nell’ordine di milioni di euro.

Via | Cn24tv

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