Processo breve approvato in Senato: 163 voti favorevoli

Il processo breve è stato approvato al Senato con 163 voti favorevoli – ne bastavano 148. Il processo breve: quella che è la più imbarazzante delle leggi ad personam, la più evidente, la più cucita su misura del premier. La peggiore legge che si potesse fare, con cui Silvio Berlusconi ha per l’ennesima volta piegato


Il processo breve è stato approvato al Senato con 163 voti favorevoli – ne bastavano 148. Il processo breve: quella che è la più imbarazzante delle leggi ad personam, la più evidente, la più cucita su misura del premier. La peggiore legge che si potesse fare, con cui Silvio Berlusconi ha per l’ennesima volta piegato il parlamento alle sue esigenze, e non a quelle degli italiani. Dovremmo esserci abituati, in fondo, capita solo dal 1994.

Era una riforma di cui nessuno parlava, neanche nel centrodestra, non ce l’avevano neanche per l’anticamera del cervello: è diventata la priorità numero uno dopo la bocciatura del Lodo Alfano. Aprite gli occhi, via: è semplicemente così. Berlusconi vuole arrivare tranquillo alle elezioni regionali di fine marzo, e quindi si fa una legge. E’ semplicemente così.

Piega il parlamento ai suoi desideri, manda i suoi scherani a parlare in tv in orari da gestione del consenso e infamare la magistratura, e l’opinione pubblica si plasma – le celebrazioni per il decennale della morte di Bettino Craxi si inseriscono perfettamente in questo contesto, non trovate? Giudici cattivi, Craxi buono, questa è la vulgata assurda che vi stanno vendendo.

Ma cosa cambia con quella vergogna del processo breve passata stamane in Senato? Vediamo dopo il salto.

Intanto, deve andare alla Camera: e non è ancora finita, poi Napolitano dovrà anche firmarla, cosa tutt’altro che certa. Il Sole24Ore offre la panoramica migliore e più tecnica a riguardo:

Le modifiche apportate al provvedimento hanno innalzato il tetto della durata massima di un giudizio penale per reati puniti con pene fino a 10 anni, portandolo a 3 anni per il primo grado, due per il secondo grado e 18 mesi per la Cassazione. Nella versione iniziale del provvedimento il tetto massimo complessivo per i primi due gradi di giudizio e per il ricorso in Cassazione era fissato in 6 anni. Aumentato anche il limite massimo di durata del processo per reati punito con oltre 10 anni di carcere: 4 anni per il primo grado, 2 per l’appello e 18 mesi per il ricorso in Cassazione. Per i casi di mafia e terrorismo sono previsti 5 anni per il primo grado, 3 per l’appello e 2 per il ricorso in Cassazione. Solo per questi ultimi è possibile una dilatazione di un terzo dei tempi processuali.

Le norme si applicano anche ai processi in corso: destinati all’estinzione tutti i processi per reati coperti da indulto con pene massime inferiori a 10 anni, che non arrivano a sentenza entro 2 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. È previsto un aumento dei termini fino a 2 anni e 3 mesi in caso di nuove contestazioni del Pm. Sul fronte delle aziende è prevista l’estinzione dei processi per reati commessi prima del 2006 per i quali non si sia ancora giunti a sentenza entro 2 anni. Per i processi da celebrare equiparazione dei tempi previsti per i procedimenti a carico delle persone fisiche

Ieri, durante la votazione segreta (una specie di prova) la maggioranza è stata sopra di cinque voti, che arrivavano anche da esponenti dell’opposizione. Il vulnus centrale del provvedimento, è quello che trovate nel quote qui sotto, preso dal Corriere

Si applicherà ai processi in corso che riguardano reati indultati o indultabili con pene fino a 10 anni. La prescrizione processuale scatterà se saranno trascorsi due anni (per i processi futuri il termine è di tre anni) da quando il pm ha esercitato l’azione penale senza che si sia concluso il giudizio di primo grado. Per Giampiero D’Alia è «un’amnistia mascherata che difficilmente la Lega potrà spiegare ai suoi elettori»

Vedremo come va alla Camera.

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