Elezioni regionali Puglia 2010: domenica 24 gennaio le primarie per scegliere Boccia o Nichi Vendola

Inizia una settimana politica infuocata per il centro sinistra in Puglia, che vedrà la conclusione e il suo culmine nelle primarie di domenica 24 gennaio: a sfidarsi Francesco Boccia, già sconfitto cinque anni fa e sostenuto da quasi tutti i partiti con D’Alema in testa, e Nichi Vendola, presidente uscente e leader di Sinistra Ecologia


Inizia una settimana politica infuocata per il centro sinistra in Puglia, che vedrà la conclusione e il suo culmine nelle primarie di domenica 24 gennaio: a sfidarsi Francesco Boccia, già sconfitto cinque anni fa e sostenuto da quasi tutti i partiti con D’Alema in testa, e Nichi Vendola, presidente uscente e leader di Sinistra Ecologia e Libertà.

Vendola contro tutti, o quasi. Infatti nel Partito Democratico la questione Puglia è esplosa, provocando una netta divisione interna al partito, nonostante gli sforzi del baffetto Massimo.

Boccia non ha avuto l’appoggio unanime del Pd, pur con tutti i diktat del caso, rivelando la strategia votata al fallimento di Bersani e colleghi.

Immagine/Flickr

L’incontro tra Boccia e Vendola di settimana scorsa non ha dato risultati, e restano diversi punti non risolti: prima di tutto l’Udc non ha spiegato qual è il problema con Vendola e quali punti del suo programma non siano graditi (o è tutta una questione di immagine e falso perbenismo?), come non ha detto cosa piace tanto del democristiano Boccia.

Secondo, D’Alema e la sua perdente realpolitik hanno al solito prodotto una tempistica perfetta (per il Pdl): Nichi Vendola aveva chiesto le primarie a novembre, tre mesi fa con un anticipo accettabile rispetto alla data delle regionali, e invece no, il Pd ha pensato bene prima di provare a dare una spallata al presidente uscente con modi davvero patetici, poi una volta scoperte le (poche) carte ha dovuto accettare le primarie per non affondare prima di iniziare la traversata.

Senza contare lo “sputtanamento” di una delle figure più credibili rimaste al Pd in Puglia, ovvero quel Michele Emiliano, sindaco di Bari, prima investito della carica di sfidante da Vendola, poi ritiratosi per necessità di salvare il poco di reputazione rimasta, tra richieste di leggi ad personam per non dimettersi da sindaco e proclami di amicizia verso l’amico Nichi.

Abbiamo detto, Vendola contro tutti, perché, fuor di retorica, pare proprio il presidente uscente senza lobby dietro contro l’intera partitocrazia democristiana: un’anomalia che tante soddisfazioni ha dato ai pugliesi, meno sembra ai vertici di partito. Questo è anche il cavallo di battaglia di Nichi Vendola, il grande consenso che ancora ha in gran parte dei suoi elettori.

Cosa sceglieranno alle primarie i pugliesi? Da una parte a Vendola mancheranno migliaia di voti giovani, quei “fuorisede” che tanto entusiasmo avevano portato alla causa elettorale cinque anni fa; dall’altra Boccia sembra circondato da un alone di scetticismo e indifferenza fondamentali per perdere le elezioni.

Il carisma di Vendola e i suoi risultati in questi anni ha coinvolto intellettuali come Franco Cassano e parte del mondo accademico, Boccia ha dalla sua i vertici di partito. Proprio D’Alema sarà domani a Lecce con il candidato, mentre il presidente uscente sarà a Bari. Una settimana dunque che vedrà i due sfidanti dare il massimo verso il rush finale.

Mentre Vendola si chiede giustamente se stia lottando contro Boccia o contro D’Alema, che questa settimana sarà l’uomo ombra del buon democristiano (o, se preferite, viceversa), Casini ha messo le cose in chiaro, dimostrando ancora una volta quanto fragile sia il “patto all’italiana” fatto con Bersani:

“In queste primarie pugliesi il massimo che possiamo fare è aspettare e, se vince Nichi Vendola, la possibilità che io confermi l’alleanza è zero, sottozero. Saremmo dei buffoni”. Naturalmente il leader dei due forni si è scordato di spiegare il perchè.

Una cosa è certa, dovesse vincere le primarie Nichi Vendola, lo sconfitto avrebbe un solo nome e cognome: Massimo D’Alema.

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