Ore 12 – Pier Luigi Bersani, “santo ” o “martire”?

Con barba e saio, Pier Luigi Bersani potrebbe essere scambiato anche per un “francescano”. Ma il segretario del Partito democratico è proiettato verso altri ruoli: alle regionali di fine marzo, o diventa il salvatore da fare “santo” o diventa solo un “martire”. Bersani non può sbagliare il colpo in canna delle Regionali. Ma non c’è

Con barba e saio, Pier Luigi Bersani potrebbe essere scambiato anche per un “francescano”.

Ma il segretario del Partito democratico è proiettato verso altri ruoli: alle regionali di fine marzo, o diventa il salvatore da fare “santo” o diventa solo un “martire”.

Bersani non può sbagliare il colpo in canna delle Regionali. Ma non c’è dubbio che l’ ex ministro giunge al suo primo appuntamento elettorale da leader di partito con l’handicap di un Pidì tutt’altro che “in fase”.

Un partito, più che pluralista, incasinato: diviso al vertice (non solo per incompatibilità personali ma anche perché la componente cattolica si sente umiliata, costretta ad accettare una candidatura come quella della radicale Bonino, anti post comunista e anti post democristiana per eccellenza, pro aborto e pro eutanasia per ideologia); con gente in fuga (se ne è andato persino il cofondatore del Pd, Rutelli); per lo più in mano ai potenti “cacicchi” locali, una forma aggiornata di notabilato (parole del dalemiano Nicola Latorre), che si considerano insostituibili e sordi alla “linea” data da Roma.

E, soprattutto, arriva a queste elezioni con il precedente “cappotto” del 2005, quando il Pd (centrosinistra) conquistò undici regioni, lasciandone alla destra solo due. Un risultato che, sulla base delle ultime Europee e dell’aria che tira, appare del tutto irraggiungibile. Allora?

Bersani potrebbe fare comunque un miracolo: “resistere” nel voto regionale portando a casa almeno 6/7 regioni e rilanciare da lì il “nuovo” progetto di alleanze per poter costruire la vittoria alle successive elezioni politiche. Mettere insieme, (con il Pd centrale e “volano”), partiti oggi all’opposizione molto diversi e distanti tra loro (dalla sinistra, all’Idv e all’Udc) è un’impresa davvero titanica.

E’ questo il “miracolo” chiesto a Bersani. Se gliela fa, sarà “santo”. Se no sarà “martire”, immolato nel rogo funebre del Pd.